Stop Ue a utero in affitto, Savarese: "Vince mobilitazione popolare. Ora Cirinnà si fermi"

17 dicembre 2015 ore 15:08, Lucia Bigozzi
Stop Ue a utero in affitto, Savarese: 'Vince mobilitazione popolare. Ora Cirinnà si fermi'
“E’ una vittoria straordinaria della mobilitazione popolare a livello europeo sui temi della famiglia e della filiazione”. Così Filippo Savarese, portavoce nazionale di Generazione Famiglia commenta con Intelligonews la disposizione del parlamento europeo che dice stop all’utero in affitto, la mercificazione del corpo della donna, inserendo il no nel recinto del principio dei diritti umani. Quanto agli effetti italiani sul ddl Cirinnà ammonisce: “Ora il parlamento si fermi; tutti hanno capito che la stepchild adoption serve per legittimare il mercato dei figli sfruttato all’estero e poi “importato” in Italia”. 

Come commenta il documento del parlamento europeo che dice stop all’utero in affitto?

«E’ una vittoria straordinaria della mobilitazione popolare a livello europeo sui temi della famiglia e della filiazione. In Francia, Italia, Europa dell’Est e anche in alcuni Paesi nordici, il popolo ha cominciato a protestare contro la rottamazione della famiglia che passa anche per il mercato dei figli con l’utero in affitto»

Il fatto che il no all’utero in affitto sia stato inserito nel principio che attiene i diritti umani, è una novità. Cosa rappresenta?

«Si tratta di una presa di coscienza importante: finalmente vediamo l’Unione Europea usare il concetto di diritti umani nella migliore delle sue accezioni, la tutela dei più deboli, ovvero i bambini che non possono essere considerati come merce di scambio. L’altro principio altrettanto importante che viene affermato è che il corpo della donna non può essere mercificato»

Quali effetti della disposizione del parlamento europeo sul ddl Cirinnà?

«Tutti hanno capito che la stepchild adoption serve per legittimare il mercato dei figli sfruttato all’estero e poi “importato” in Italia. Noi ribadiamo la richiesta al parlamento italiano di interrompere immediatamente l’esame di questo disegno di legge perché è contro la famiglia e i diritti umani come oggi anche il parlamento europeo ha sancito»

Nel documento però, c’è anche il sì all’identità di genere e ai matrimoni tra persone dello stesso sesso. Rispetto a questo, qual è la sua valutazione? 

«Queste, purtroppo, sono clausole che ormai è quasi inevitabile trovare nei documenti europei, ma oggi come oggi ci preoccupano sempre di meno perché siamo riusciti a creare una rete di controllo sul territorio che rende vani i tentativi di certe lobby di portare l’identità di genere nelle classi dei nostri figli: questa è una partita che stiamo già vincendo»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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