Stop Ue a utero in affitto, Adinolfi: “Vittoria della resistenza italiana. Cirinnà, l'Europa non è il mandante!"

17 dicembre 2015 ore 16:14, Lucia Bigozzi
Stop Ue a utero in affitto, Adinolfi: “Vittoria della resistenza italiana. Cirinnà, l'Europa non è il mandante!'
“Vittoria importante della resistenza italiana. Il voto di oggi dimostra che l’incidenza dell’Italia che resiste è determinante. Gli europarlamentari del Pd hanno detto no alle direttive del socialismo europeo di Schultz”. E’ un passaggio-chiave dell’analisi che Mario Adinolfi, direttore del quotidiano La Croce, articola nell’intervista a Intelligonews sulla disposizione europea che dice no all’utero in affitto. Con un focus sugli effetti pratici per il ddl Cirinnà e un consiglio al premier Renzi. 

Come legge la disposizione del parlamento europeo?

«È un’importante vittoria della resistenza italiana. Oggi al parlamento europeo si manifesta l’elemento determinante del voto degli europarlamentari italiani e in particolare della vastissima area di dissenso rispetto alle direttive dei socialisti europei che ha riguardato il Pd. Gli europarlamentari democratici hanno detto no alle direttive del socialismo europeo di Schultz. Per una persona come me che ha fatto il parlamentare Pd, che ha scritto un libro con la copertina rossa dal titolo “Voglio la mamma” col sottotitolo “Da sinistra contro i falsi miti del progresso”, è la dimostrazione che due anni di lavoro faticoso premiano. Noi vinciamo perché convinciamo, nonostante i consigli di qualche cattolico…».

In che senso?

«Mi riferisco a contesti in cui per anni, alcuni cattolici mi spiegavano che non bisognava modificare gli equilibri e che avremmo perso sicuramente. Il voto del parlamento europeo spiega il valore di una fatica costruita su tre piani: informazione e noi abbiamo spiegato bene cosa è l’utero in affitto; informazione non sterilmente giornalistica ma finalizzata alla mobilitazione e la piazza di San Giovanni il 20 giugno scorso è il simbolo per eccellenza. Il terzo piano è la resistenza. Informare per mobilitare e resistere, cioè saper fronteggiare un’idea che pare prevalente ma è solo mediaticamente prevalente, perché non ha agganci reali nel sentire del popolo. Questo percorso attraverso i tre piani che abbiamo costruito è vincente perché convincente. E il voto del parlamento europeo in un contesto che ha sempre preso strade opposte, oggi dimostra che l’incidenza dell’Italia che resiste è determinante»

La novità è l’inserimento del no all’utero in affitto nel principio dei diritti umani. Qual è la sua valutazione? 

«E’ un fatto molto importante ed è una vittoria del buonsenso. Finalmente, anche a sinistra quei parlamentari che sbandieravano la loro pratica di utero in affitto fino a trasformarla nella stepchild adoption del ddl Cirinnà, hanno il metro di quanto sono isolati, non solo dal punto di vista politico ma anche dal punto di vista culturale e umano. L’utero in affitto diventa una violazione del diritto della donna e aggiungerei, del diritto del bambino che non può essere strappato alla donna che lo partorisce in virtù di una compravendita: nessun bambino è un oggetto. In questo momento sto raggiungendo Pesaro per la mia 241esima conferenza in 20 mesi dal titolo “I figli non si pagano”»

Quali effetti italiani sul ddl Cirinnà? 

«E’ chiaro da tempo che il popolo italiano non approva il ddl Cirinnà; talmente evidente che il ddl doveva essere approvato in estate poi è magicamente scomparso nonostante la pressione mediatica e i presunti scioperi della fame. Nonostante tutto questo, il parlamento sul mandato di un sentimento evidente, non approva una legge che è semplicemente sbagliata e adesso c’è il timbro di quello che per molti sembrava essere il “mandante”, cioè l’Europa. Quindi, ora non si potrà che prendere atto di questo elemento: il ddl Cirinnà non va discusso o modificato, va semplicemente ritirato perché è una legge sbagliata».

Cosa consiglia, a questo punto, a Renzi?

«Al mio amico Matteo Renzi, di cui sono stato veramente amico quando non era vincente, dico: non diventi il leader che non guarda ai conflitti di interessi di ministri e parlamentari. Non immagini di portare avanti una legge palesemente invisa alla stragrande maggioranza degli italiani e da oggi in contrasto anche con una direttiva europea molto precisa».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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