Utero in affitto, Roccella: "Rapporto Ue è inefficace. Vi annuncio che ddl Cirinnà sarà in Aula il 26/1"

17 dicembre 2015 ore 16:45, Andrea De Angelis
Utero in affitto, Roccella: 'Rapporto Ue è inefficace. Vi annuncio che ddl Cirinnà sarà in Aula il 26/1'
Stop agli "uteri in affitto"
, che riducono la donna, il suo grembo e i bambini a una merce, con lo sfruttamento soprattutto delle donne vulnerabili nei Paesi in via di sviluppo. L'importante messaggio è emerso questa mattina in assemblea plenaria al Parlamento europeo, all’interno del Rapporto annuale sui diritti umani e la democrazia nel mondo – riferito al 2014 – e la politica dell’Unione Europea in materia, preparato dal popolare rumeno Cristian Dan Preda.
IntelligoNews ne ha parlato con un'esperta del tema, la deputata Eugenia Roccella...

Siamo davanti ad una piccola rivoluzione?

«Si tratta di acqua fresca. Non ha nessunissima efficacia, è un atto dovuto in una relazione sui diritti umani. Non si può che condannare la commercializzazione del corpo umano, tra l'altro è un emendamento fatto da politici che vengono da Paesi dell'Est, area a cui ricorrono spesso gli europei per ottenere la maternità surrogata». 

La condanna però è nero su bianco. 

«La condanna è in linea di principio, ma molto blanda. In Francia piuttosto ci sarà un grande appuntamento del femminismo internazionale su questo, dunque c'è semmai un richiamo di attualità a cui non ci si può sottrarre. L'inefficacia di una condanna in linea di principio è chiara, tant'è vero che c'è stato un altro emendamento bocciato che chiedeva una qualche applicazione del principio, sollecitando una riflessione sul piano delle legislazioni. Emendamento puntualmente bocciato...».

Utero in affitto, Roccella: 'Rapporto Ue è inefficace. Vi annuncio che ddl Cirinnà sarà in Aula il 26/1'
Non è dunque la prima condanna di questo tipo dell'Ue?

Assolutamente no, ce ne sono state altre. Ne ricordo una molto più forte e non in un rapporto, bensì in una risoluzione. Mi ricordo che parlava di donne e bambini ridotti a merce, era molto consistente sul piano della condanna, ma non ha avuto nessuna efficacia». 

Veniamo all'Italia. Cambierà qualcosa per voi in Parlamento, può essere questo rapporto un elemento di forza per le vostre battaglie politiche contro il Ddl Cirinnà?

«No, condanne internazionali ce ne sono già state. Insisto, ce ne sono di più antiche e più forti. Sono cose che lasciano il tempo che trovano, in un rapporto sui diritti umani non si poteva dire che le donne dei Paesi terzi utilizzate come contenitori a pagamento non siano lese nei loro diritti. Semmai in questi anni abbiamo visto passi indietro anziché avanti. Proprio in questo momento ho appreso che il Ddl Cirinnà è stato calendarizzato il 26 gennaio». 

Utero in affitto, Roccella: 'Rapporto Ue è inefficace. Vi annuncio che ddl Cirinnà sarà in Aula il 26/1'
Nel paragrafo in questione del rapporto, il 114, si parla di urgenza. Che tipo di segnale è questo?

«Ripeto, è un qualcosa di scontato. C'è stata in Europa persino una risoluzione contro la compravendita degli ovociti, ma anche lì nessun effetto. Il vero segnale semmai oggi è l'Agacinski». 

La Francia dunque. 

«Sì, questa nuova possibile presa di posizione del femminismo francese e dell'Agacinski in particolare. Una donna molto libera, appartenente alla sinistra. La sua presa di posizione, molto rispettabile, apre la prima vera contraddizione all'interno della sinistra. Il convegno francese che si terrà prossimamente ha un'importanza notevole anche per questo aspetto. Non dimentichiamo che è la moglie dell'ex premier Jospin».
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