Arriva il giorno del “pregiudizio” per la Boschi: si vota la fiducia

17 dicembre 2015 ore 21:08, intelligo
Arriva il giorno del “pregiudizio” per la Boschi: si vota la fiducia
È il giorno del giudizio per Maria Elena Boschi. Anzi: del “pregiudizio”. Si voterà venerdì alla Camera dei deputati, infatti, la mozione di sfiducia al ministro, messa sotto accusa per il suo coinvolgimento in Banca Etruria. Sul ministro arriverà anche fuoco "amico", o quanto meno ex amico. Sinistra Italiana, gruppo formato anche da fuoriusciti del Pd, ha annunciato che la voterà. "Da giorni abbiamo chiesto che il ministro riferisse in Aula per spiegare che cosa è successo, se c'era conflitto di interessi ammesso dalla scelta di non partecipare ai consigli dei ministri sul tema delle banche. Nessuna risposta è arrivato", ha spiegato il capogruppo di SI Scotto, che ha aggiunto: "Le misure decise dal governo sono largamente insufficienti e foriere di rischi per il sistema finanziario e bancario. Noi pensiamo che il governo debba rimuovere il conflitto di interessi, avevamo presentato una mozione di censura per affrontare il tema. Avremmo preferito un percorso più lineare, che il Parlamento discutesse con il ministro sugli errori. Hanno deciso la sfiducia e un partito che non ha mai votato la fiducia al governo, non vota la fiducia al ministro". La Lega, intanto, che nei giorni scorsi ha cavalcato la questione con toni forti e che punta a mandare a casa non solo la Boschi, ma tutto il governo, polemizza con i grillini: "In aula al Senato la Lega ha chiesto per prima la calendarizzazione della mozione di sfiducia contro il ministro Boschi. Ci lascia quanto meno perplessi che nessuno dei 5 Stelle l'abbia fatto in conferenza dei capigruppo oggi pomeriggio. C'è la nostra proposta di sfiducia non solo al ministro Boschi ma a tutto il governo, Renzi per primo. Documento che da ieri è a disposizione di tutti i colleghi dell'opposizione ma, a parte poche eccezioni, non c'è stata la corsa per sottoscriverla. Di fatto, al momento, le uniche firme sono quelle dei senatori leghisti. Ci chiediamo: dov'è finita l'opposizione? Non è che ha paura di andare a casa insieme con il governo? O è morta dopo l'inciucio Pd-5Stelle per la Consulta?", ha tuonato il capogruppo della Lega Nord al Senato, Gianmarco Centinaio.
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