Toto-ministri? E’ toto-ORO quello che luccica. A Matteo piacciono i super-manager

17 febbraio 2014 ore 19:25, Marta Moriconi
Moretti (Fs), Bernabè (ex Telecom), Montezemolo (Ferrari, Italo e… chi più ne ha più ne metta). Sono solo tre dei nomi che circolano in queste ore e che vengono inseriti nel #totoministri2014 che sta facendo impazzire la rete. Ma questi tre nomi bastano per comprendere la filosofia di Renzi e riflettere sul suo futuro da rottamatore-rotto. Più che il nuovo che avanza è il vecchio che disavanza, con tutto il rispetto per i signori sopra citati. Ma il curriculum non è certo freschissimo.
Toto-ministri? E’ toto-ORO quello che luccica. A Matteo piacciono i super-manager
Partiamo dal primo. Mauro Moretti è l’Amministratore Delegato delle Ferrovie dello Stato Italiane. Ma non solo. A proposito di cariche le sue sono tante: Presidente della Fondazione FS Italiane (marzo 2013), Presidente del Consiglio di Amministrazione di Grandi Stazioni (2008) e Responsabile ad interim della Direzione Centrale Affari Internazionali e Istituzionali. A livello internazionale è vicepresidente dell' Union internationale des chemins de fer e Presidente dello European Management Committee dell'UIC (Union Internationale des Chemins de Fer) da dicembre 2013. Da settembre 2012 ricopre il ruolo di Co-Chairman Italian Egyptian Business Council (fonte wikipedia). Quando il suo nome ha iniziato a circolare con insistenza e ad essere speso come il più probabile al ministero delle Infrastrutture o dello Sviluppo Economico, complice un po’ anche la sua amicizia con Matteo, è partita subito una polemica, che ricorda al premier una tragedia. «Caro Matteo Renzi, non si azzardi neanche a pensare di fare questa cosa... È così offensivo per noi ma soprattutto per i nostri cari morti che è impensabile...». A scrivere così Daniela Rombi, presidente dell’Associazione dei Familiari delle Vittime della strage di Viareggio. Che insiste: «Renzi smentisca subito l'ipotesi che un imputato per la morte di 32 persone bruciate vive nella sicurezza delle loro case  possa diventare ministro!». Insomma, ai toscani non piace. Chissà cosa ne pensano in quelle zone limitrofe alla linea Genova-Ventimiglia, dove è deragliato
Toto-ministri? E’ toto-ORO quello che luccica. A Matteo piacciono i super-manager
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l’Intercity che con difficoltà sta iniziando ad essere rimosso… Andiamo avanti. Passiamo a Franco Bernabè. Partiamo dalla buonuscita da Presidente da Telecom, dopo le sue dimissioni: oltre agli stipendi che gli sarebbero spettati fino a fine mandato, al manager, che possiede 468 mila azioni ordinarie e 480mila azioni di risparmio di Telecom Italia, sarebbero spettati 6,6 milioni di euro. Lui è il presidente che, a fine dell’anno scorso, scelse di non procedere all’aumento di capitale, dopo che disse, in un’audizione davanti le commissioni Industria e Lavori pubblici al Senato, di aver saputo del riassetto Telecom-Ispanica dai media, chiarendo pure: "Abbiamo avuto conoscenza ieri dalla lettura dei comunicati stampa della recente modifica dell’accordo parasociale tra gli azionisti di Telco". Come a dire, il presidente non conta nulla. E dirà così anche del ministro? Luca Cordero di Montezemolo, un uomo per tante poltrone (tranne quella Frau ceduta agli americani di Haworth), e cresciuto accanto all’Avvocato Agnelli. In concorrenza grazie al suo Italo con Trenitalia (con Moretti come la metteranno?), così parlava di lui Cesare Romiti: “Mi auguro vivamente per il Paese, per l’opinione pubblica, per il benessere di quelli che sono oggi i miei nipoti e che saranno i figli dei miei nipoti, che Luca Cordero di Montezemolo non faccia politica”. L’ex Amministratore Delegato della Fiat durante il programma “Che tempo che fa“, su Rai Tre, non ci andò leggero: “Non c’è mica molta differenza tra Montezemolo e Berlusconi“, aggiunse, “uno ha i capelli, l’altro non li ha”… E auguri all’Italia. Oltre che a Renzi.
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