Berlusconi ha vinto tutto col Milan ma vuole "il 10 e lode e un pranzo con la squadra"

17 febbraio 2016 ore 10:23, Lucia Bigozzi
Il regalo più bello è un pranzo a Milanello con la “sua” squadra. Il compleanno “rossonero” di Silvio Berlusconi comincia con un desiderio che manifesta in occasione di una ricorrenza importante: trent’anni alla guida del Milan. Berlusconi lo dice in una lunga conversazione con la Gazzetta dello Sport. E se il suo desiderio verrà esaudito lui non perderà occasione per ricaricare le pile a tutto il team rossonero. “Ne approfitterò per chiedere a Mihajlovic di vincere tutte le partite da qui alla fine”. Scommette di nuovo anche su Mario Balotelli quando spiega che “si sta rimettendo da seri problemi di salute. Se riuscirà a evitare gli errori del passato, potrà essere una risorsa. Credo valga la pena di provare”. Trent’anni al Milan sono un pezzo della sua storia e della storia della città. Con Berlusconi la squadra ha portato a casa 8 scudetti, 5 Champions League, 2 Coppe intercontinentali, 1 Mondiale per club. Ma non basta e a lui le sfide piacciono: “In questi anni abbiamo vissuto otto finali di Champions. Entro cinque anni dobbiamo arrivare a dieci”. Nuovi obiettivi, nuovi traguardi ma quando il cronista gli domanda se, per stare al presente, è sufficiente vincere la Coppa Italia e così salvare la stagione di campionato lui risponde: “Non basterebbe ma alzarla sarebbe importante. Vincere fa sempre bene e, comunque, la Coppa Italia garantisce un posto in Europa”. 

Berlusconi ha vinto tutto col Milan ma vuole 'il 10 e lode e un pranzo con la squadra'
Il suo impegno per il team rossonero non è mai mancato e Berlusconi lo rivendica spiegando di essere stato impegnato su “molti fronti con impegni difficili e anche dolorosi. Ma ora sono tornato in campo. Non lavoriamo solo per l'oggi. Stiamo ricostruendo una squadra per un nuovo ciclo con giovani promettenti e molti fuoriclasse. Sono sicuro che ci riusciremo”. Non è mancata una domanda sulle frizioni tra la figlia Barbara e Adriano Galliani, entrambi ad, che sembrano non avere la stessa visione sugli obiettivi da raggiungere. “Contraddicendo quello che l'età farebbe pensare, Barbara ragiona più da manager, Adriano più da tifoso. Hanno ragione entrambi, ed entrambi torto. È del tutto evidente che l'Europa League oggi è l'obiettivo alla nostra portata, ed è altrettanto evidente che non ci accontentiamo di questo”. Quanto al futuro la risposta è altrettanto chiara: “Nel calcio moderno sono entrati soggetti dotati di risorse infinite e quindi è difficile rimanere competitivi al massimo livello. Per questo abbiamo ritenuto che l'apporto di energie e capitali freschi fosse necessario. Su questa base abbiamo una negoziazione in corso. Aspettiamo che si concluda”. Infine, sui rumors in base ai quali l’altra figlia, Marina, preferirebbe un suo disimpegno dal Milan, il presidente rossonero è categorico: “Non è assolutamente vero. Lei mi ripete sempre di seguire il cuore e il mio cuore continua a battere forte per il Milan”. Intanto sulla torta rossonera ci sono 30 candeline per Silvio Berlusconi che al suo Milan dà il voto: “Siamo partiti puntando al 10. Per com'è andata direi 10 e lode. Sono stati trent'anni magici. Abbiamo vinto più di tutti”.
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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