Osservatorio Inps: gli sgravi fiscali utilizzati per trasformazioni e nuove assunzioni 2015

17 febbraio 2016 ore 12:13, Luca Lippi
Pubblicati i dati da parte dell’Inps sul mercato del lavoro relativamente al 2015, sono state registrate 2,4 milioni di assunzioni a tempo indeterminato (all’interno di questo computo sono state inserite anche le trasformazioni dei rapporti a termine e contratti di apprendistato). A questo numero deve essere sottratto quello delle cessazioni (1.684.911) al netto del quale si può raggiungere un risultato netto per il 2015 di 764mila nuovi posti di lavoro (nel 2014 il saldo era stato negativo -52mila unità).
A trainare il mercato del lavoro è stato ovviamente lo sgravio fiscale della legge di Stabilità 2015 e questo si evince da un vero e proprio boom di assunzione nel mese di dicembre (ultimo mese in cui era possibile godere dello sgravio totale), nel mese, infatti, si legge nell'Osservatorio sul precariato Inps, le assunzioni con l'incentivo sono state 272.512, oltre il doppio di novembre. Lo sgravio completo sui contributi Inps per le assunzioni e le trasformazioni a tempo indeterminato è triennale e ha un limite annuo di 8.060 euro.

Osservatorio Inps: gli sgravi fiscali utilizzati per trasformazioni e nuove assunzioni 2015
E' piuttosto ovvio che ci troviamo di fronte a un mero calcolo di opportunità da parte dei datori di lavoro, le trasformazioni sono l’opportunità per lucrare sui bonus senza vincolarsi particolarmente al lavoratore, e i calcoli da parte dei datori di lavoro sono stati fatti scientificamnete e si comprende dai stessi dati resi noti dall’Osservatorio dell’Inps.
La retribuzione media lorda dei nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato attivati nel 2015 è stata pari a 1.882 euro, in calo del 2% rispetto al 2014, pari a 39 euro in meno. Cresce invece la retribuzione media lorda delle assunzioni a termine che sale a 1.883 euro (+1,5%). Per quanto attiene le trasformazioni a tempo indeterminato, la retribuzione lorda media è stata di 1.997 euro a +5,7%. In sostanza non paga il datore di lavoro almeno per i tre anni del bonus, poi si farà ricorso alle nove regole del Jobs Act per archiviare la pratica nel momento in cui non sia più conveniente.
A questo si aggiunge che il 41% delle assunzioni “fisse” è part time la maggior parte (704.580) dei contratti part time è orizzontale (si riduce l'orario giornaliero) mentre 28.267 sono verticali e 47.667 misti. Anche nel 2014 il part time superava il 40% dei nuovi assunti fissi. Contestualmente si conferma il boom della vendita dei voucher (oltre 115 milioni di "buoni" destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro), con un incremento medio nazionale, rispetto al 2014 (69.172.879), pari al 66,1%. L'Osservatorio sul precariato dell'Inps sottolinea la crescita nelle Isole (+85,2%) anche se il Nord resta l'area nella quale i buoni lavoro si utilizzano di più con quasi due terzi del totale. Tutto questo non serve a costruire il futuro del lavoratore, ma almeno sanifica nell’immediato il presente dei precari che nei prossimi tre anni godranno della sensazione passeggera di una stabilità ormai ridotta a chimera pura.

autore / Luca Lippi
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