La magia di WhatsApp per scoprire l'amante del fidanzato: e il diritto alla riservatezza?

17 febbraio 2016 ore 12:23, Americo Mascarucci
La magia di WhatsApp per scoprire l'amante del fidanzato: e il diritto alla riservatezza?
Attenzione a Whatsapp perché da oggi, l’applicazione di messaggistica istantanea per iPhone,Smartphone Android e Windows Phone, recentemente passata sotto il controllo di Facebook, potrebbe rivelarsi pericolosa. 
L’ultima versione per iPhone della popolare chat dispone di una funzione che permetterà di visualizzare le statistiche relative ai contatti con i quali si chatta più frequentemente, sia in entrata che in uscita. Una funzione senz'altro utile per sapere quali sono  le persone con le quali si è più frequentemente in contatto, ma che potrebbe anche rivelarsi controproducente per mogli o fidanzate che avrebbero così la possibilità di scoprire che il loro partner, marito, compagno o fidanzato che sia, ha contatti molto più con altre che con loro.
L’opzione al momento funziona soltanto per i possessori di iOS 9, ovvero per chi usa un prodotto Apple. Tutto quello che bisogna fare è aprire l’app Whatsapp, quindi entrare nella scheda Impostazioni, quindi entrare in Account e in utilizzo archivio.
‘Utilizzo archivio’ è una sezione utile dell’app che fornisce un elenco di quanti messaggi vengono condivisi in ciascuna delle chat aperte: nell’header della sezione è possibile vedere il ‘totale dei messaggi scambiati’, mentre immediatamente sotto è possibile vedere l’elenco con il nome dei contatti con cui si scrive di più tramite l’app e al fianco del nome il numero esatto di messaggi scambiati con esso.
Anche volendo, l’archivio introdotto da WhatsApp su iOS 9 è impossibile da cancellare nella sua totalità. Quasi sicuramente a breve la funzionalità sarà implementata anche per i sistemi operativi Android.
Fin qui la notizia. 
Tuttavia, se è vero che si tratta di un'applicazione utile, potrebbe non esserlo nel momento in cui se ne fa l’utilizzo che a questo punto è venuto immediatamente alla mente. Quello appunto di scoprire eventuali relazioni parallele del proprio partner in base alla classifica del soggetto o dei soggetti con cui si chatta di più. 
E se invece, lungi dallo svelare i presunti tradimenti, si finisse con il rovinare magari i rapporti proprio sulla base di sospetti invece infondati? Perché l’automatismo fra la persona con cui si chatta di più e il tradimento non può essere affatto scontata. Specie quando magari si fa un tipo di lavoro che porta a dover intrecciare relazioni con persone che, per ragioni di riservatezza, non si possono rendere pubbliche. E allora, davvero si deve essere così entusiasti di avere una nuova applicazione che permette di svelare i presunti tradimenti? L’ennesimo strumento di palese violazione della privacy? 
Per carità, è vero che chi non ha nulla da nascondere non dovrebbe temere di essere controllato e spiato, ma ad ogni modo resta un residuo diritto alla riservatezza che sarebbe bene non violare più di tanto. E se invece di aiutare la sincerità si finisse con l’insinuare dubbi che non ci sono? Anche perché non ci vuole certo l’applicazione sul telefonino per capire se un rapporto non funziona più. Se servono davvero questi mezzi per capire se una relazione è realmente solida allora forse si è davvero arrivati alla frutta. 

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