Nuova tragedia della disperazione a Roma: lite tra clochard. Una donna data alle fiamme

17 febbraio 2016 ore 15:18, Lucia Bigozzi
La storia ha dell’incredibile. Picchiata e data alle fiamme. Accade a Roma e la vittima di turno è una quarantenne polacca massacrata di botte da tre connazionali. Come è successo? Gli inquirenti che indagano sul caso ritengono che il drammatico epilogo sia avvenuto al culmine di una lite scoppiata in una baracca alla periferia della Capitale, in zona Casal del Marmo. Le persone fermate dai carabinieri e ritenuti i responsabili dell’aggressione, sono una donna e due uomini, tutti senza fissa dimora. Per loro l’accusa è di rapina e tentato omicidio in concorso. 
Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma di Ottavia e del Nucleo Investigativo di via In Selci, pare i quattro polacchi fossero sotto l’effetto dell’alcol quando è scoppiata la lite all’interno della baracca dove si trovavano. All’apice della lite, i due uomini e la donna avrebbero rapinato la donna del denaro che aveva, in realtà pochi spiccioli, dopo averla aggredita, picchiata e averle dato fuoco forse con un pezzo di legno che stavano bruciando per scaldarsi. Quando sono arrivati i soccorsi, la donna era cosciente e ai carabinieri ha raccontato qualcosa dell’accaduto prima che perdesse i sensi. Ora è ricoverata in ospedale con ustioni in varie parti del corpo. In questo modo, gli investigatori sono riusciti a risalire alla baracca dove è avvenuta la lite e a fermare i tre presunti aggressori, di età compresa tra i 31 e i 45 anni. Sulla maglia che indossava uno dei due uomini, sono state ritrovate tracce di sangue. Una tragedia che ancora una volta vede protagonisti i clochard, gente in difficoltà che vive ai margini delle città e a stento riesce a sopravvivere. 

Nuova tragedia della disperazione a Roma: lite tra clochard. Una donna data alle fiamme
Uno spaccato drammatico che fa il paio con un altro episodio completamente diverso ma che in un certo senso si ricollega a questo per il livello di disperazione cui può arrivare la gente di fronte a condizioni di disagio gravi. Anche qui c’entra il fuoco. La storia è quella di un quarantenne italiano che si è recato al commissariato di Polizia, nel quartiere Casilino e con la scusa di chiedere informazioni su un documento, si è fatto aprire la porta dall’agente in turno riuscendo a raggiungere la sala d’attesa degli uffici dove si trovavano altre persone. Qui, ha tirato fuori una bottiglietta, si è cosparso il corpo di benzina e ha tentato di darsi fuoco. Sono stati gli agenti a salvargli la vita e a impedirgli di trasformarsi in una torcia umana. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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