Unioni civili, Geloni: "La Cirinnà si è assunta tutte le colpe ma il canguro non è lei"

17 febbraio 2016 ore 17:08, Lucia Bigozzi
A conti fatti e a voti mancanti “il Pd deve scegliere tra due opzioni: stralcio della stepchild o terzo ddl Cirinnà senza forzature parlamentari, portando in Aula i 500 emendamenti rimasti”. E’ un passaggio dell’analisi che Chiara Geloni, giornalista vicina all’area dem, argomenta nella conversazione con Intelligonews imputando le principali responsabilità dello stallo di oggi ai vertici del suo partito più che alla mossa di Grillo. 

Zanda definisce “voltagabbana” i grillini, i grillini bollano i cattodem come “traditori”: dove sta la verità?

«Non mi risulta che ci fosse un accordo tra Pd e M5S quindi non so se ci siano stati dei tradimenti. Dico una cosa però: o si cercano accordi politici con forze dell’opposizione, oppure si fa una forzatura parlamentare per imporre la volontà della maggioranza. Fare tutte e due le cose insieme non può funzionare e infatti non ha funzionato»

Tutto ruota attorno a 11 voti che mancano all’appello. Ora, che via d’uscita ha Renzi e, invece, qual è l’ostacolo più grande che rischia di far saltare la legge?

«Non c’è una via d’uscita per Renzi, nel senso che la via d’uscita è per approvare la legge. Per me la via d’uscita è fare una scelta politica tra due opzioni».

Quali?

«La prima opzione è cercare i voti che mancano ricompattando il Pd e la maggioranza che sostiene il governo, di fatto togliendo dalla legge la stepchild adoption e magari rinviandone l’approvazione a un momento successivo in una legge sulle adozioni. La seconda opzione è andare avanti col terzo ddl Cirinnà che avrebbe l’appoggio dei grillini senza fare una forzatura parlamentare e portando i cinquecento emendamenti rimasti al voto dell’Aula. Cinquecento emendamenti sono una quantità abbastanza fisiologica che non pregiudica l’approvazione della legge se – cosa che io non posso sapere – questi voti ci sono. Dunque, si tratta di fare una scelta politica alla luce della situazione politica che si è andata determinando al Senato. I numeri per fare una forzatura parlamentare non ci sono»

Di chi è la colpa? Della Cirinnà nel fidarsi dei grillini come ha detto la stessa senatrice annunciando la sua uscita di scena politica oppure del ‘metodo’ Renzi?

«E’ vero che la Cirinnà si è assunta tutta la colpa ma questo mi insinua un po’ di sospetto: faccio fatica a pensare che la colpa sia solo la sua. Forse, anche qualcun altro dovrebbe parlare con la stessa onestà intellettuale. Non credo che la decisione di presentare il canguro, peraltro non firmato dalla Cirinnà, sia dovuta a Monica Cirinnà. Premesso questo, ho letto che in molti sostengono che, probabilmente, se si fosse agito con un po’ di prudenza, si poteva approvare in tempi relativamente brevi la legge sulle unioni civili e poi affrontare il resto in un’altra legge sulle adozioni. Forse è facile dirlo col senno di poi, ma penso che almeno per quanto riguarda il Pd questa materia sia stata affrontata sottovalutando la necessità di un approfondimento e di un confronto ampio e culturale, non solo parlamentare, come dimostra il fatto che il primo motivo per cui ci troviamo di fronte a questa situazione, è che il Pd è diviso».

Restiamo in tema: se anche riprendesse campo l’opzione stralcio della stepchild adoption per recuperare i voti dei cattodem, proprio oggi sedici senatori della componente dem dei “giovani turchi” hanno detto no a qualsiasi ipotesi di stralcio. Dunque la coperta è troppo corta? 

«Credo che sia mancato un lavoro preliminare di approfondimento e di avvicinamento delle posizioni e sia stata sottovalutata la manifestazione di dissenso interna al Pd. Dico questo, con grande preoccupazione perché se questo lavoro non riesce a farlo il Pd, non si vede chi possa riuscire a farlo in Italia su temi così difficili ma che la politica deve affrontare. Quindi, se il Pd non riesce a svolgere questa funzione, tradisce uno dei motivi – forse il principale – per il quale è nato. So che queste materie sono difficili e non sottovaluto il compito di nessuno, ma se si esce da questa cosa come mi sta dicendo lei, col muro contro muro, col togli questo così noi votiamo, se lo togli non lo votiamo, significa un fallimento del Pd, non sull’approvazione di una legge, bensì sui motivi per cui è nato». 

In sostanza lei “salva” i grillini e consegna le principali responsabilità dello stallo ai vertici del suo partito?

«Io sono una elettrice del Pd, la coerenza dei grillini la giudicheranno gli elettori M5S»

Sì ma qual è la posta in gioco? I grillini potrebbero trattare ad esempio rivendicando il reddito di cittadinanza? 

«Non lo so, ma faccio fatica ad attribuire a Grillo un atteggiamento politico per cui conduce una trattativa. Per come Grillo si è rivelato nella sua veste di leader politico purtroppo, perché credo che la volontà di cambiamento affidata dagli elettori ai 5S chiedesse un coinvolgimento politico, un coraggio maggiore di quello dimostrato da Grillo. Grillo mi sembra molto impolitico nelle sue scelte; mi sembra che segua più i sondaggi, che presti più attenzione a non farsi coinvolgere troppo né da una parte né dall’altra. Purtroppo, così non credo ci siano le condizioni per fare una politica molto efficace»

Che previsioni si sente di fare?

«E’ difficile adesso fare previsioni perché qualunque scelta tra le due opzioni rischia di spaccare».

Qual è la più conveniente per Renzi e il Pd? 

«Alla luce della situazione e dei rapporti che si sono deteriorati tra Pd e M5S sulla vicenda del canguro, credo che il pallino potrebbe finire dall’altra parte e spingere verso una mossa prudente, ovvero quella di ricompattare la maggioranza sulla legge che riconosce le unioni civili senza stepchild adoption, ma avrebbe un prezzo molto alto nei rapporti interni al Pd e probabilmente anche nel suo elettorato. Se oggi mi sembra leggermente più probabile questa opzione rispetto all’altra, è indubbio che avrà un prezzo da pagare e del resto quando si fanno delle scelte se ne pagano i prezzi. Certo, l’aver cercato di non scegliere tra l’imposizione e la ricerca di alleanze, ha provocato un danno maggiore»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]