Dall'Italsider alla Biennale: addio al pittore astrattista Eugenio Carmi

17 febbraio 2016 ore 18:41, Adriano Scianca
Dall'Italsider alla Biennale: addio al pittore astrattista Eugenio Carmi
Era uno degli ultimi grandi pittori del Novecento. Se n'è andato, all'età di 96 anni, Eugenio Carmi, esponente di punta dell'astrattismo italiano, protagonista della Biennale di Venezia e del Moma di New York, noto anche per aver portato le suggestioni dell'arte nelle fabbriche grazie al suo impiego come responsabile dell'immagine dell'Italsider tra il 1958 e il 1965. Nato a Genova nel 1920, Carmi nel 1938 si trasferì in Svizzera per sfuggire alle leggi razziali e a Zurigo si laureò in Chimica al Politecnico. Alla fine della Seconda guerra mondiale rientrò in Italia per continuare a studiare, a Torino, pittura, con Felice Casorati. Nel 1945 conobbe la giovane artista Kiky Vices Vinci, che poi finirà per sposare. Dall'unione nasceranno Francesca, Antonia, Stefano e Valentina.

Per l'Italsider disegnò i cartelloni dell'antinfortunistica, ai quali Umberto Eco – che del pittore fu grande amico – ha dedicato un trattato di semiotica. Nella fabbrica portò anche mostre ed eventi culturale, dando un decisivo contributo alla cultura industriale italiana. Gli anni Sessanta lo vedranno anche impegnato anche nel lavoro di grafico pubblicitario, come membro dell'Alliance Graphique Internationale. Carmi, che avrebbe compiuto oggi 96 anni, si autodefiniva "fabbricante di immagini". La figlia Francesca lo ha ricordato così: "Si è spento serenamente. Fino a Natale andava in studio ogni giorno, in bicicletta o in tram. Era perennemente curioso, e aveva una grande passione per la scienza. Un artista", ha raccontato, "sia nella vita che nel lavoro, con lo spirito da esploratore di un bambino". Fino al 28 febbraio a Milano e' invece possibile a ammirare al museo del Novecento le sue 'Opere storiche 1957 - 1963'. 
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