È morto Boutros Ghali: sotto il suo mandato vennero alla luce i limiti dell'Onu

17 febbraio 2016 ore 22:57, Adriano Scianca
È morto Boutros Ghali: sotto il suo mandato vennero alla luce i limiti dell'Onu
Jugoslavia, Somalia, Ruanda: non è stato certo facile il mandato da segretario generale delle Nazioni Unite per cui Boutros Boutros Ghali verrà ricordato. Il diplomatico egiziano è morto all’ospedale Al Salam di Giza. L’annuncio è arrivato a New York in Consiglio di Sicurezza, che ha osservato un minuto di silenzio. L’ex capo delle Nazioni Unite ed ex vice-ministro degli esteri egiziano, aveva 93 anni. È stato il sesto segretario generale dell'Onu, ruolo ricoperto dal 1992 al 1996. Nato nel 1922 da famiglia cristiano-copta del Cairo, è stato il primo capo dell'Onu a confrontarsi con il difficile quadro geopolitico successivo alla Guerra fredda, quando l'implosione dell'equilibrio basato sui due blocchi portò a una serie di crisi locali incontrollate e violentissime. 

Al suo nome sono di conseguenza legati alcuni dei casi internazionali che più hanno mostrato i limiti delle Nazioni Unite, come appunto la guerra in ex Jugoslavia, il massacro in Ruanda e la guerra civile somala. Il suo mandato fu anche caratterizzato da crescenti contrasti con gli Usa, per esempio per il suo essere filo-palestinese nella questione mediorientale. Con Bill Clinton non si presero mai. Quando, nel 1996, si ricandidò, l’ambasciatrice americana Madeleine Albright oppose il veto e al suo posto venne eletto un altro africano, Kofi Annan. Dopo il mandato all'Onu, Boutros Ghali ha ricoperto altri incarichi. Dal 1997 al 2002 è stato Segretario generale della Francofonia, l'organizzazione delle nazioni di lingua francese.
 
Dal 2003 al 2006, ha servito come il presidente del consiglio di amministrazione del South Centre, un'organizzazione di ricerca intergovernativa dei paesi in via di sviluppo. È stato Presidente del Curatorium Administrative Council presso l'Accademia del diritto internazionale dell'Aia. Nel 2003 è stato nominato direttore del Consiglio Nazionale Egiziano dei Diritti dell'Uomo, carica mantenuta fino al 2012. L’ambasciatore venezuelano Rafael Ramirez, che ha la presidenza di turno dei Quindici ha fatto l’annuncio all’inizio della riunione sulla crisi umanitaria in Yemen e ha chiesto ai membri di alzarsi per un minuto di silenzio.
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