Gatti roba da pazzi: il rischio è la schizofrenia

17 giugno 2015, intelligo
Gatti roba da pazzi: il rischio è la schizofrenia
Toxoplasmosi sui gatti domestici. Il tema è tornato al centro dell’attenzione perché c’è una nuova ricerca che evidenzia il possibile nesso tra chi ha un felino tra le mura di casa – sull’animale il parassita che scatena il Toxoplasma gondii conclude il suo ciclo vitale, e l’insorgere di patologie mentali. 

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica “Schizophrenia Research” anche se, per il momento, si tratterebbe soltanto di un trend statistico più che di un nesso causa-effetto. Ma il tema non è nuovo. La toxoplasmosi è una patologia frequente e spesso sotto traccia dal momento che in molti casi è priva di sintomatologia. Di solito si parla di gatti domestici perché sono gli animali su cui, come detto, il parassita termina tutti gli stadi del suo ciclo vitale per poi essere espulso attraverso le feci.

I ricercatori dello Stanley Medical Research Institute e dello Stanley Laboratory of Developmental Neurovirology, hanno deciso di guardare più in profondità e in particolare di verificare se esiste veramente un rapporto di causa-effetto tra il fatto di avere un gatto in casa e la patologia di schizofrenia. Lo studio ha preso le mosse da due ricerche precedenti condotte negli anni ’90. Analizzando i questionari consegnati nel 1982 a 2.125 famiglie appartenenti al National Institute of Mental Illness, hanno scoperto come il 50,6% del campione risultasse affetto da schizofrenia e come lo stesso campione abbia trascorso la propria infanzia con un gatto in casa.

Muovendo da qui, l’obiettivo è capire se la toxosplasmosi possa essere annoverata tra i vari fattori, sia di origine ambientale che genetica, che potrebbero contribuire all’insorgere di patologie mentali. Ma è bene precisare che al momento non vi sarebbero elementi per scatenare allarmismi.  Anche perché è sempre buona abitudine tenere a mente regole semplici ma efficaci come quella di non entrare a contatto diretto con le feci del felino, poiché, secondo gli esperti il possibile contagio potrebbe avvenire per ingestione accidentale degli oocisti. Di qui l’importanza di osservare le norme igieniche nella gestione quotidiana delle lettiera. 



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