Era un aborto, ma il feto è rimasto dentro

17 giugno 2015, Orietta Giorgio
Era un aborto, ma il feto è rimasto dentro
Una donna ha dovuto subire due interventi per un aborto. Un dramma nel dramma, quasi incredibile.  

Il primo intervento, svolto nell’ospedale di Desio (azienda ospedaliera di Desio e Vimercate), in provincia di Monza, non sarebbe stato effettuato correttamente. La donna di 38 anni, costretta ad abortire perché il feto non dava segni di vita, ha dovuto subire un secondo intervento, in un altro ospedale, a causa dei dolori che continuava ad avere senza un motivo plausibile.
    
La scoperta fatta durante la seconda operazione lascia sconcertati: il feto morto era ancora nell’utero, e la paziente aveva già un principio di setticemia.
La donna ha quindi denunciato alla Procura di Monza i medici del primo ospedale. La mattina dell'intervento nell'ospedale di Desio, accompagnata dal marito, aveva chiesto, prima di entrare in sala operatoria, un esame approfondito sul feto per poter far luce sulle cause del decesso. Tornata a casa, il giorno seguente , un forte dolore all’addome costringe la donna a recarsi all’ospedale di Melzo (Milano) per una visita urgente, ed e lì che i medici scoprono la presenza del feto morto ancora in utero. 

All'ANSA ha raccontato: "Alla dodicesima settimana di gestazione, a fine maggio sono andata dalla mia ginecologa di fiducia in una clinica milanese per una visita di routine e un'ecografia e per me è' arrivato il buio: mi hanno detto che non c'era più battito, il mio bambino non c'era più".

"Ho deciso di denunciare le persone che mi hanno presa in cura, perché non ricapiti più a nessuno quello che è capitato a me".



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