Tra destra, sinistra e 5S la vera novità è il Civismo nazionale

17 giugno 2015, intelligo
Tra destra, sinistra e 5S la vera novità è il Civismo nazionale
 di Amedeo Giustini

La coda delle elezioni regionali culminate con i ballottaggi in alcuni comuni d’Italia hanno dato un responso molto netto contro l'arroganza del partito renziano a prescindere se i candidati fossero espressione della corrente del premier o della sua opposizione interna.

Qualcosa si è rotto nella conduzione di Renzi in qualità di segretario del Pd. La questione morale, sottaciuta nel polverone delle accuse tra minoranza dem e il cerchio magico e un partito che è stato reso dallo stesso Renzi liquido, più leggero sulla falsa riga speculare dei partiti grandi o piccoli di Berlusconi.

Un errore strategico, quest’ultimo, che si riflette negativamente nelle elezioni amministrative dove il radicamento nel territorio e un'organizzazione di partito pesante fanno ancora la differenza. Inoltre il Pd ha la grande responsabilità politica di aver reso ridicolo l'istituto delle Primarie. Senza regole e fatte “all’amatriciana” vengono ora percepite non come passaggio importante in una democrazia ma come una perdita di tempo e percepite come non idonee a selezionare la classe dirigente.

D’altro canto il centrodestra, con Berlusconi in testa fino ad arrivare a Brunetta, si mettono la coccarda di trionfatori di questi ballottaggi soprattutto nel comune di Venezia. Qui si apre un altro capitolo interessante che riguarda il civismo e la grande affermazione, anch’essa sottaciuta, delle liste civiche.

Mentre Berlusconi esulta del suo 3% a Venezia, Alfano del suo 1,8%, registriamo un 25% delle liste civiche cha appoggiavano il candidato a Sindaco Brugnaro e altre importanti performance dell’ “elettore civico” a Nuoro, Matera e Arezzo. Sembra entrata nella coscienza del cittadino elettore la separazione netta tra scelta politica e amministrativa e mentre un buon 50% di elettori si rifugia nell’astensione e chi decide di andare a votare lo fa in maniera più cosciente privilegiando la credibilità della persona, alle indicazioni, il più delle volte sbagliate, dei partiti nazionali.

Per l’Istituto Cattaneo la nuova sfida dei partiti tradizionali sarà quella di riuscire a intercettare “l'elettore civico” e il concorrente più temibile, sia per il centrosinistra che per il centrodestra, sarà il civismo autentico che non avrà più il ruolo di civetta e gregario della politica nazionale ma sarà protagonista sia per il volume di consenso che riuscirà a produrre sia per la qualità della sua classe dirigente.

E questa nuova realtà politica che si affaccia con irruenza nelle Amministrative non ha i difetti dell'ortodossia pentastellata e gode, anch'esso, del privilegio delle decisioni che provengono dal basso e non calate dall'alto come spesso accade nei partiti, e di una naturale selezione di una classe dirigente non imposta dove il collante è il programma elettorale che è la sintesi di un percorso e di un dibattito.

Se i partiti non correranno presto ai ripari sulla questione morale e sul rilancio nel territorio di strutture radicate e che godano di una loro autonomia il progetto del Civismo nazionale, inteso come la rete delle liste civiche presenti nei territorio, potrebbe prendere corpo ed essere la vera sorpresa dei prossimi anni.
autore / intelligo
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