Il M5S Gela Crocetta e il Pd paga lo scotto politico

17 giugno 2015, intelligo
Il M5S Gela Crocetta e il Pd paga lo scotto politico
A leggere in filigrana i ballottaggi siciliani quelli del Pd non dovrebbero “stare tranquilli”, tanto per parafrasare la sibillina frase che Renzi proprio ieri ha spedito all’indirizzo del sindaco di Roma, Ignazio Marino. 

Il dato oggettivo è la sconfitta dei democratici, anche nell’era renziana del ‘sindaco d’Italia’. Solo cinque Comuni su tredici al voto sono andati al Pd. Per il resto è tutto appannaggio del M5S che avanza e conquista Gela, città-roccaforte del governatore Rosario Crocetta ed Enna. Ma i grillini si prendono anche Augusta, la città simbolo della crisi industriale che da anni piega l’Isola.  Non è da meno la debàcle dem a Enna, dove è rimasto al palo l’ex senatore Vladimiro Crisafulli, convinto di stravincere in questa tornata elettorale. 

Dopo Ragusa e Bagheria strappate al partito di Renzi, la cavalcata a 5S porta i grillini al governo anche di Pietraperzia. Ma è indubbiamente su Gela che il Pd paga lo scotto politico più alto di questa tornata elettorale. E’ la città che ha visto l’escalation politica di Rosario Crocetta, sindaco anti-mafia e oggi governatore della Sicilia, battuto in casa da Domenico Messinese che diventa sindaco con il 65% dei consensi superando così il “crocettiano” Angelo Fasulo. 

Il governatore punta al bicchiere mezzo pieno che ammette di aver saputo che la vittoria era difficile ma comunque il suo partito e il suo candidato l’hanno combattuta fino in fondo. “A Gela e Augusta ha vinto l’insofferenza” ma il Pd “e il centrosinistra hanno avuto un’affermazione notevole in tanti comuni”.

Peccato però che ogni sconfitta non viene dal nulla. Nemmeno “quell’insofferenza” citata da Crocetta, che ha portato buona parte dei siciliani a preferire i governi a 5S rispetto alle giunte targate Pd. Ora i grillini sono alla prova del nove: dalla protesta ai fatti che la responsabilità dell’amministrare impone su tutto. 

LuBi

autore / intelligo
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