Olimpiadi, Zika fa sempre paura: anche Gasol congela lo sperma

17 giugno 2016 ore 9:35, Micaela Del Monte
L'Oms assicura che in Brasile non c'è nessun pericolo, ma c'è chi ha paura e decide di tutelarsi. Si parla delle Olimpiadi di Rio e del pericolo diffusione del virus Zika. Nonostante l'Organizzazione Mondiale della Sanità continui a rassicurare riguardo ad un "rischio molto basso" di epidemia c'è chi continua a prendere precauzioni per un eventuale futuro contagio. 

Così dopo olimpionico inglese Greg Rutheford è stato il turno del cestista spagnolo Pau Gasol (centro dei Chicago Bulls). Entrambi hanno scelto di partecipare alle competizioni in Brasile però a una condizione, quella che prima della partenza venga congelato il loro sperma, nonostante l'indecisione sul da farsi sia ancora tanta.

Olimpiadi, Zika fa sempre paura: anche Gasol congela lo sperma
"Mi sto prendendo del tempo per prendere la decisione migliore
- ha raccontato il maggiore dei fratelli Gasol in un video pubblicato da Marca -. Se dovessi decidere di andare, il congelamento dello sperma è una misura che prenderei seriamente in considerazione, visto che è quello che i medici consigliano di fare. Ogni giorno si scoprono cose nuove sul virus Zika, ma c’è ancora tanta incertezza. Non si è ancora capito, ad esempio, per quanto tempo il virus resta nel sangue e nello sperma. Molti sportivi sono in un periodo della propria vita in cui stanno pensando di allargare la famiglia e nessuno sa con chiarezza per quanto tempo rimane nell’organismo. Io sto cercando di raccogliere più informazioni possibile prima di prendere una decisione definitiva. In Brasile il numero dei contagiati è molto alto, non è una scelta da prendere alla leggera”.

Gasol, che a Londra fu il portabandiera della Spagna, si è dato fino a fine mese per decidere: “Per il momento non ho confermato la mia presenza né mi sono tirato indietro. Darò una risposta definitiva prima dell’inizio del ritiro, il prossimo 30 giugno”.

Uno che invece a Rio vuole andarci nonostante il rischio Zika è Klay Thompson. L’esterno dei Warriors ha confermato nei giorni scorsi la sua volontà di far parte del roster di Team USA (che coach K deciderà entro fine mese, anche se le defezioni delle star potrebbero continuare). “Certo che sono preoccupato per lo Zika - aveva detto il secondo miglior tiratore da tre della stagione NBA -. Sono cresciuto su un lago in Oregon, le zanzare mi hanno sempre amato e mi pungevano di continuo. Ma l’Olimpiade per me è un sogno che ho sin da bambino. E non sarà certo per colpa di questo virus che ci rinuncerò”.
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