Renzi a San Pietroburgo, in gioco rapporti con Putin e mediazione con Juncker

17 giugno 2016 ore 11:31, intelligo
Di Mario Grassi

Vladimir Putin a San Pietroburgo durante il grande Forum economico si mostra piuttosto conciliante verso l’Unione Europea; la volontà è quella di superare il dissenso sull’ Ucraina e le sanzioni per tornare ai fiorenti scambi pre-sanzioni. La grande potenza dell’est è il più grande esportatore di energia e rappresenta inoltre un nucleo commerciale molto potente. Dopo due anni di contrasti, isolata dall’Europa su forte spinta americana a seguito dall’annessione della Crimea e dalla guerra ibrida in Ucraina, il Forum di San Pietroburgo torna a essere la un palco scenico per il presidente russo, occasione per attrarre capitali da ovunque. A sorpresa, nonostante il parere contrario del consiglio del Dipartimento di Stato americano, è arrivato anche il gran capo di Exxon Mobil, Rex Tillerson. «Un’occasione di disgelo», nelle parole dell’amministratore delegato dell’Eni, Claudio Descalzi.
Presente all’occasione anche Junker in segno di disgelo verso lo “zar” non poteva mancare di Matteo Renzi, lui che da buono showman non poteva mancare alla kermesse., Accettando l’invito di Putin è venuta meno quella forma di boicottaggio che da 2 anni membri di spicco dell’Unione Europea in quella che fu la terra sovietica, il presidente della Commissione europea è stato attaccato da molti per questo gesto, ma lui ha risposto. “Parlare con Mosca è una questione di buon senso. Io sono qui per costruire ponti” Anche se comunque lancia una frecciata all’ex funzionario del kgb: “Le azioni della Russia hanno scosso le fondamenta della sicurezza europea: sovranità, integrità territoriale, non uso della forza nelle questioni internazionali. Non possiamo ignorarlo”. E ha confermato la linea sulle sanzioni: “L’applicazione integrale degli accordi di Minsk è l’unica strada per un eventuale superamento”. In prospettiva, Juncker si è voluto dimostrare però pragmatico: «Avremo colloqui molto franchi con il presidente Putin, non possiamo farci illusioni sui problemi che oggi gravano sui nostri rapporti. Essi esistono, sarebbe insensato e pericoloso far finta di nulla. Ma dobbiamo e possiamo mettervi riparo”.
Renzi a San Pietroburgo, in gioco rapporti con Putin e mediazione con Juncker
Matteo Renzi già prima del suo arrivo riscuote successo “Italia paese amico” ha detto il vicepremier Arkadi Dvorkovich. Gli accordi firmati con le nostre imprese hanno un valore di 1,4 miliardi di euro, cui andranno aggiunti quelli derivanti dai memorandum d’intesa. Oggi il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda e i leader delle grandi aziende pubbliche e private italiane — fra gli altri Marco Tronchetti Provera, Mauro Moretti e Guido Barilla — parteciperanno a una tavola rotonda con i boiardi di Stato russi, che si annuncia come il clou del Forum. 
Non possiamo poi dimenticare il capo della diplomazia italiana in terra Russa ossia l’ambasciatore Italiano a Mosca che è stato intervistato da Il Sole 24 Ore su temi più di attualità.

È corretto dire che sul fronte delle sanzioni, ma anche sul fronte del legame tra la Russia e l'Unione Europea qualcosa sta cambiando? E che è iniziato un processo di allentamento graduale delle sanzioni?
 Quello che si può dire è che al Consiglio europeo di giugno dovrà esserci una discussione molto approfondita sugli Accordi di Minsk, da cui poi sostanzialmente dipende il regime delle sanzioni. Quello che noi pensiamo è che dobbiamo inculcare in tutte le parti in causa un senso di urgenza sulla necessità di fare rapidamente concreti passi avanti. Perché dalle ultime intese di Minsk è ormai trascorso un anno e mezzo, e nessuno in Europa si può permettere che questo stallo duri. La prima vittima è la popolazione ucraina. Credo che dal Consiglio dei capi di Stato e di Governo europei debba venire un messaggio molto forte che dia slancio ai negoziati diplomatici cercando di interrompere questo circolo vizioso di accuse e controaccuse reciproche in cui ci siamo incagliati. Non possiamo avere nel cuore dell'Europa una crisi di questo genere. La cosa più importante è dare questo senso di urgenza. 

Qualcuno parla di una “diplomazia creativa” al lavoro per trovare, a prescindere dalle sanzioni, altri modi per riprendere a collaborare con Mosca. 
Credo che a due anni dall'inizio della crisi ucraina sia chiaro a tutti che la soluzione non può non prevedere un ruolo attivo e costruttivo di Mosca. Anche questo dialogo avviato tra Stati Uniti e Russia sulla Siria è positivo: ha fatto uscire il conflitto siriano dallo stallo, innescando un processo politico, e nello stesso tempo ha avviato anche un confronto tra Mosca e Washington sull'Ucraina. Però io credo che la Ue debba avere un ruolo in questa crisi, se non altro perché avviene in Europa, e debba esercitarlo
 
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