Bologna, De Carli (PdF): “Se entro domani Borgonzoni non chiamerà, il PdF per la scheda nulla"

17 giugno 2016 ore 15:41, Lucia Bigozzi
“Se entro domani la Borgonzoni non mi chiamerà, il PdF darà indicazione per la scheda nulla. Eravamo pronti a dialogare e avevamo proposto come primo punto l’obiezione di coscienza sulle unioni civili, ma non abbiamo avuto risposta”. Così Mirko De Carli, leader del Popolo della Famiglia a Bologna “bacchetta” la candidata sindaco del centrodestra Lucia Borgonzoni alla vigilia del voto. Ma nella conversazione con Intelligonews lancia la nuova strategia politica del Movimento e, nell'immediato, annuncia il "governo ombra" della giunta che da lunedì governerà la città.

Che sfida è in una città storicamente laboratorio del Pd ma dove si certifica la sua crisi? Il fatto stesso che il sindaco uscente Merola che al primo mandato va al ballottaggio, che segnale è?

"Credo che da laboratorio del Pd si sia alla fine del Pd made in Pds-Pci come abbiamo visto nel corso degli ultimi anni. Direi che era l’ultima roccaforte ancorata a quella parte del Pd che viene dai Democratici di Sinistra e quindi la parte a sinistra del partito che ha cercato di arroccarsi il più possibile rispetto al renzismo dilagante, ma credo che questa scelta politica non abbia pagato, perché si sono fatti una guerra al loro interno che ha portato al risultato disastroso del primo turno e al pericolo che sentono addosso, di perdere al secondo turno". 

Bologna, De Carli (PdF): “Se entro domani Borgonzoni non chiamerà, il PdF per la scheda nulla'
Di cosa ha bisogno Bologna? 

"La città ha bisogno di aria fresca e i risultato del Popolo della Famiglia inaspettato per la stragrande maggioranza delle persone che ci davano allo zero virgola e che invece ha superato brillantemente l’1 per cento raccogliendo oltre duemila voti e con un dato nelle circoscrizione che viaggia verso il 2 per cento in media, credo che dimostri il fatto che in una città dove tutta l’avanguardia Lgbt domina incontrastata, c’è voglia di rinnovamento anche a sul piano culturale e sociale. Il ballottaggio non risolverà i problemi, perché secondo me la proposta della Borgonzoni non è innovativa su molti punti, è molto debole su tanti contenuti e, ad esempio, sui temi a noi cari non esprime una posizione chiara, netta e pienamente consapevole". 

Forti di un exploit significativo, come intendete strutturarvi per portare avanti ciò che avete proposto in questa campagna elettorale proiettandolo verso le nuove sfide amministrative e politiche? 

"Noi abbiamo già fatto un grande lavoro in questi quindici giorni, pur non essendo noi al ballottaggio, perché siamo stati corteggiati ampiamente ma noi abbiamo speso queste due settimane proponendo come parametro di riferimento l’obiezione di coscienza sulle unioni civili. Ad oggi, nessuno dei due candidati sindaci ha voluto esprimere un assenso alla nostra proposta, pur avendo buona parte della loro classe dirigente, in primis il centrodestra, che sta spingendo ogni ora affinchè questa firma da parte della loro candidato sindaco sull’obiezione di coscienza rispetto alle unioni civili avvenga. Noi abbiamo dato come timeline ultima domani pomeriggio alle 17, 30 quando avremo l’assemblea del PdF a Bologna che ho convocato. Noi ci struttureremo sulla città con una organizzazione orizzontale dove tutti potranno essere protagonisti e dare il loro contributo che vedrà due livelli di organizzazione interna. Il primo di tipo operativo-militante con iniziative, incontri, scuole di formazione e momenti di dibattito interno per accrescere la consapevolezza di cosa è il Popolo della Famiglia e fare comunità tra aderenti e simpatizzanti che sono in aumento – non è un caso che facciamo la festa di ringraziamento per i nostri elettori domenica prossima; il secondo è lo shadow cabinet…". 

Cioè il governo ombra al sindaco che uscirà dal ballottaggio?

"Sì, il governo ombra con cui replicheremo la giunta comunale dando ai nostri candidati la possibilità di scegliere un assessorato all'interno del quale trattare i temi del consiglio comunale, come se fossimo noi la giunta: è un modo per essere propositivi, per lavorare sui problemi della città non in maniera demagogica ma concreta e fare palestra che ci servirà per il lavoro dei prossimi cinque anni in previsione delle successive amministrative del 2021". 

Quindi non darete indicazione di voto in questo ballottaggio?

"Non ci siamo apparentati con nessuno perchè siamo nati in risposta a due coalizioni che secondo noi erano due ‘armate brancaleone’ che non andavano da nessuna parte; quindi l’apparentamento era impensabile. Tuttavia abbiamo proposto un metodo per un dialogo che era quello per l’obiezione di coscienza sulle unioni civili e dei principi non negoziabili del nostro programma: la rivoluzione fiscale sui figli, il no gender nelle scuole. Su questi abbiamo dato ampia disponibilità di dialogo con i due candidati sindaci; tutti i soggetti presenti nelle colazioni hanno spinto perché questo accordo si facesse, in particolare il centrodestra, al punto che su Facebook era stato postato o slogan ‘alza la cornetta, Lucia’ ma ad oggi non è accaduto. Se domani entro le 17,30 dalla Borgonzoni non avremo una chiamata il PdF indicherà scheda nulla".
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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