Italia in controtendenza: salario orario in calo (0,5%). Solo Cipro come noi

17 giugno 2016 ore 21:52, Andrea Barcariol
Nel primo trimestre 2016 la retribuzione oraria in Italia è diminuita dello 0,5% rispetto allo stesso periodo del 2015. E' quanto emerge dal Rapporto Eurostat sul costo del Lavoro secondo il quale il salario orario in Europa è aumentato dell'1,7% tendenziale. L'Italia è l'unico grande Paese che segna un calo ed è in controtendenza anche per l'intero costo del lavoro: cala dell'1,5% mentre aumenta in Europa dell'1,7% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Nell'ultimo trimestre 2015 era aumentato dell'1,3%. Il solo altro Paese Ue dove è nei primi tre mesi del 2016 è diminuito il costo del lavoro è Cipro, con -0,5%. Gli aumenti maggiori, invece, sono stati registrati in Romania (+10,4%), Bulgaria (+7,7%), Estonia (+6,9%), Lituania (+6,1%) and Lettonia (+4,7%). Una buona notizia per le aziende, cattiva invece per i lavoratori che vedono sempre più attenuarsi gli effetti positivi del Jobs Act che il Premier non perde occasione di sottolineare. A fine dicembre 2015, nel fare il bilancio del suo governo, Renzi parlò di 300 mila occupati in più, con la disoccupazione in discesa dal 13,2 all’11,5%. A metà febbraio, mentre era in visita a Buenos Aires disse: «Ci sono 750 mila posti di lavoro in più a tempo indeterminato; chi diceva che il Jobs act avrebbe portato precarietà si sbagliava, non è così». Un provvedimento che comunque è stato giudicato con favore da tutti gli osservatori internazionali, Angela Merkel compresa.

Italia in controtendenza: salario orario in calo (0,5%). Solo Cipro come noi
Secondo il Rapporto Eurostat ad alleggerirsi sono soprattutto i "costi non salariali" (-3,9%), anche grazie agli sgravi contributivi. La voce include i contributi sociali versati dal datore di lavoro, più le tasse sul lavoro stesso al netto dei sussidi ricevuti. L'Italia era per altro reduce da una riduzione del 2,9% dei costi non salariali nell'ultimo trimestre 2015, quando il costo complessivo era sceso dello 0,7% (gli stipendi avevano segnato -0,2%). Il calo del salario orario in Italia è più contenuto nel settore pubblico (-0,1%) mentre nel settore privato si registra un -0,7%. Il privato registra anche un calo significativo dei costi non salariali (-5,5%) che portano la riduzione complessiva del costo del lavoro tendenziale nel primo trimestre al 2%.
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