Gozi (PD) e le condizioni per Letta: «Alfano resti solo vicepremier e via il Porcellum»

17 luglio 2013 ore 12:27, intelligo
Gozi (PD) e le condizioni per Letta: «Alfano resti solo vicepremier e via il Porcellum»
di Andrea De Angelis «L’Italia non è un Paese normale, la figuraccia che abbiamo fatto con il ministro Alfano è tremenda». Così Sandro Gozi, figura emergente del Pd, intervistato da IntelligoNews, parla del caso Kazako. Il Pd dovrà decidere in poche ore se sfiduciare il titolare del Viminale. «Ne discuteremo al gruppo,  ma ci sono delle cose minime che dobbiamo ottenere», afferma Gozi, cioè «le dimissioni di chi ha svolto un ruolo in questa vicenda, e non solo di Procaccini, ed il rientro dell’ambasciatore kazako in Kazakistan». Se il Ministro cade, Gozi ha in mente un compromesso: «Si potrebbe pensare ad un Alfano che mantenga la carica di vicepremier». Se si aprirà la crisi di Governo, la priorità per il democratico è cambiare la legge elettorale. «Non si deve andare alle elezioni con questa legge, e per cambiarla bastano, anche con una maggioranza diversa dall’attuale, due settimane». Infine sugli F35 afferma che c’è una sola via percorribile: «Dobbiamo operare affinché si crei un sistema nuovo di Difesa europea, che vuol dire maggiore efficacia e riduzione dei costi».   Ieri il ministro Alfano ha negato ogni tipo di responsabilità sul caso Kazako, ed ha promesso il massimo sforzo perché non si ripetano mai più simili errori. Secondo lei è sufficiente? «Ho trovato la difesa di Alfano debole e approssimativa, mi è sembrato in grandissima difficoltà. Ritengo che in un Paese normale un ministro si sarebbe già dimesso». L’Italia non è un Paese normale? «L’Italia non è un Paese normale e vive una situazione straordinaria. La figuraccia che abbiamo fatto con il ministro Alfano è tremenda. Io vorrei che il mio gruppo alla Camera discutesse della vicenda, in ogni caso dovremmo pretendere che questo Governo affronti alcune questioni che interessano moltissimo agli italiani prima che... ». Prima che il ministro venga sfiduciato? Dopodomani si vota la mozione presentata da M5S e SEL, e di fatto, numeri alla mano, a decidere sarà il suo partito. Come voterete? «Ne dovrò discutere al gruppo. Credo che ci siano delle cose minime che dobbiamo ottenere, e cioè le dimissioni della filiera, di chi ha svolto un ruolo in questa vicenda, e non solo di Procaccini, di coloro che sono responsabili di queste carenze informative e di questa sottovalutazione del caso di cui Alfano ci ha parlato. Occorre inoltre chiedere il rientro dell’ambasciatore kazako in Kazakistan, avendo svolto un ruolo che va ben oltre quello dei normali rapporti diplomatici». Una situazione che a livello internazionale imbarazza come poche altre? «Noi dovremmo garantire meglio i diritti delle persone. Qui si sta parlando di una donna e di una bambina, occorre ricordarlo anzichè porre l’accento solo su questioni economiche. Credo che il Pd debba pretendere questo». Se dovesse aprirsi una crisi di Governo, cosa farà il Pd? «Pretenderemo come minimo che venga cambiata la legge elettorale, va bene anche un ritorno al cosiddetto Mattarellum. In caso di sfiducia ad Alfano però si potrebbe anche pensare ad un Alfano che mantenga la carica di vicepremier». Il compromesso, questo, per tenere in vita l’Esecutivo? «Personalmente mi sembra un buon compromesso, ma ho dei dubbi che questa soluzione sia facilmente percorribile, ma mi piacerebbe poterlo verificare». Come si potrebbero eventualmente verificare, nel caso in cui il Pdl stacchi la spina, maggioranze alternative? «Premesso che la decisione di tornare alle urne spetta a Napolitano e non a noi, è nostro dovere fare tutto il possibile per costruire una maggioranza alternativa che come minimo riformi la legge elettorale. Non si deve andare alle elezioni con questa legge, e per cambiarla bastano, anche con una maggioranza diversa dall’attuale, due settimane». Resta aperta la questione degli F35. Ieri il sindaco Marino ha detto che con un solo aereo risolverebbe molti problemi dei suoi concittadini. Lei come la pensa? «Il Parlamento ha preso una decisione importante non procedendo a nuove acquisizioni di F35. Venendo a Marino, credo che il suo mettere come priorità l’urgenza sociale dimostra la bontà del suo inizio di mandato, e ritengo che sarà un buon sindaco. Occorre, tornando al punto, tenere conto delle nostre alleanze e ripensare alla Difesa». In che modo? «Va ripensata guardando all’Europa, e quindi dobbiamo fare la nostra parte in Parlamento in vista del consiglio europeo di dicembre che dovrà decidere la nuova strategia a livello continentale, e da subito dobbiamo operare affinché si crei un sistema nuovo di Difesa europea». Questo porterebbe a quali vantaggi? «Più efficacia e riduzione dei costi. Ci sono vari studi che dimostrano questo, dunque è una priorità assoluta procedere su questa via, che reputo l’unica davvero percorribile. Lo sappiamo tutti che ponendo veramente il tema dell’esercito comune europeo avremmo riduzioni di spese di personale ed armamenti, ed una efficacia superiore».
autore / intelligo
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