Riccardo Migliori (Pdl): «Nazarbayev non è un despota; con Berlusconi c'ero anch'io. Ablyazov è un oscuro bancarottiere»

17 luglio 2013 ore 13:04, intelligo
Riccardo Migliori (Pdl): «Nazarbayev non è un despota; con Berlusconi c'ero anch'io. Ablyazov è un oscuro bancarottiere»
di Andrea Marcigliano E alla fine il “giallo kazako”, la “spy story” di Casalpalocco, dalle pagine dei giornali è arrivato anche nell’Aula del Senato della Repubblica. Oggetto di interrogazioni, di risposte del Ministro Alfano, di dibattito e polemiche....Un gran parlare, però, quasi sempre con poca cognizione di causa, ché la maggioranza degli interventi dei politici italiani – e, ahinoi, anche quelli di molti giornalisti – hanno messo in luce più che altro l’usuale ed abusata abitudine all’auto-contemplazione dell’ombelico, a riportare tutto, sempre e comunque, alle diatribe di casa nostra, palesando una grave ignoranza della realtà degli scenari internazionali – e anche, semplicemente, dei fatti concreti – cui la storia di Alma Shalabayeva e di suo marito, il cosiddetto “dissidente kazako” Mukhtar Ablyazov, necessariamente dovrebbe ricondurre. Così, tanto per fare chiarezza, abbiamo pensato di cercare qualcuno che di tali scenari ha una conoscenza ben diversa e più approfondita. L’onorevole Riccardo Migliori, che oggi – tiene a precisare – è membro della Direzione Nazionale del Pdl, ma che sino a pochi giorni fa rivestiva la carica di Presidente dell’Assemblea Parlamentare dell’OSCE  e che in tale veste ha più volte visitato i paesi dell’Asia Centrale, accumulando una diretta esperienza della situazione politica e dei diritti umani in Kazakhstan. In questi giorni si sono dette molte cose sul Kazakhstan; il Presidente Nursultan Nazarbayev è stato accusato di non rispettare i diritti umani, di essere un satrapo sanguinario... «Un cumulo di sciocchezze, che solo chi non saprebbe neppure trovare il Kazakhstan sulla carta geografica può dire. Tra le Repubbliche ex-sovietiche quella kazaka presenta il più avanzato processo di costruzione di un sistema democratico, che, in realtà che la democrazia mai hanno conosciuto nella loro storia passata, è per forza di cose lento e non facilissimo. Comunque, il Kazakhstan ha un Parlamento eletto democraticamente, nel quale è rappresentata anche l’opposizione. E un’altra Camera, una specie di Senato Federale, nel quale sono rappresentati i diversi gruppi etnici – oltre 130 – e le principali confessioni religiose – ben 17 – che compongono il mosaico kazako. In questi vent’anni dall’indipendenza il Paese ha fatto grandi progressi sotto tutti i profili, sociale, economico e anche nella direzione di una democrazia compiuta». E Nazarbayev? «Il Presidente Nazarbayev è tutt’altro che un despota sanguinario, così come incredibilmente descritto da troppi Media italiani. E’ l’uomo che ha saputo guidare la difficile transizione dall’era sovietica, impedendo quello che è avvenuto in molte altre repubbliche: la spoliazione delle ricchezze nazionali ed i conflitti civili. Il Kazakhstan ha rinunciato, caso più unico che raro, spontaneamente al proprio arsenale nucleare ereditato dall’URSS, ha introdotto la moratoria alla pena di morte, secondo tutti gli indicatori internazionali la situazione dei diritti umani e dei diritti civili è migliore di quella che possiamo riscontrare in tanti paesi considerati generalmente democratici. Tant’è vero che appena due anni fa il Ministro degli Esteri kazako Kanat Saudabayev è stato eletto all’unanimità alla Presidenza periodica dell’OSCE, primo caso di un pese ex-sovietico. E il segretario generale delle Nazioni Unite a Ginevra, con delega proprio per la tutela dei Diritti Umani, è il kazako Kassim-Jomart Tokayev. Non dimentichiamo, poi, che proprio Nazarbayev, con il suo intervento personale, ha recentemente impedito che la vicina Repubblica del Kirghizistan precipitasse nella tragedia della guerra civile. E questo merito gli è stato riconosciuto in tutte le Cancellerie internazionali. Provincialismo politico da un lato, disinformazione dall’altra. Sinceramente sentire descrivere Mukhtar Ablyazov, un bancarottiere con pericolosi e oscuri legami internazionali, come se fosse un novello Solzenicyn fa ridere e piangere insieme. Purtroppo in Italia le diatribe interne fra le fazioni portano troppo spesso a falsificare la realtà. E ad andare contro lo stesso interesse nazionale». In che senso? «Beh si è parlato di un passato incontro segreto tra Nazarbayev e Berlusconi; c’ero anch’io, insieme a 54 capi di Stato e di Governo. Era un vertice internazionale. E poi noi con il Kazakhstan abbiamo eccellenti rapporti economici. Monti è stato ad Astana ed ha incontrato Nazarbayev e i contratti dell’ENI per lo sfruttamento dei giacimenti di Kashagan li ha firmati Prodi». Contratti che fanno gola a molti... «Certo. Se Nazarbayev incontra Berlusconi vi è chi alza alti lai e si straccia le vesti. Ma si tace quando ad Astana vanno in visita Hollande o la Merkel. Già in passato esponenti del Partito Radicale nel Pd hanno sollevato polemiche sulle relazioni con il Kazakhstan, portando come atti d’accusa report di ONG di dubbia imparzialità. Evidentemente c’è sempre, qui da noi, qualcuno che lavora per “il Re di Prussia”». Va sottolineato che l’intervista dell’on. Migliori conferma, sostanzialmente, le dichiarazioni sul Kazakhstan del politologo statunitense Edward Luttwack contenute nel suo intervento al recente Workshop del Think Tank di geopolitica “Il Nodo di Gordio” (www.nododigordio.org). Ufficialmente l’Ambasciata del Kazakhstan a Roma non rilascia commenti sul dibattito di ieri. Ma un’autorevole fonte “vicina” alla diplomazia kazaka a Roma, ci ha espresso tutto lo stupore per come viene descritto il caso Ablyazov/Shalabayeva. Intanto perché, come già detto, la signora e la figlia, sono libere ad Almaty; poi perché si continua ad ignorare il fatto che Ablyazov è ricercato con mandati di cattura di ben quattro paesi – tra cui la Gran Bretagna – per truffa ed altri reati economici. Inoltre è sospettato di collusioni e finanziamenti a movimenti e gruppi terroristici, tant’è vero che un suo stretto collaboratore, Alexander Pavlov è stato arrestato in Spagna proprio con queste accuse. Naturalmente l’entourage del finanziere kazako nega e parla di calunnie. Tuttavia, sempre la fonte di cui sopra, ci fa rilevare che tra i più strenui difensori in sede europea di Ablyazov vi sono il parlamentare irlandese Paul Murphy  e la francese Nicole Kill-Nielsen, che erano sulla Freedom Flotilla diretta a Gaza. E sono considerati molto vicini ad Hamas.  
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