Torna il vecchio Berlusconi, se condannato sarà rivoluzione

17 luglio 2015, intelligo
Torna il vecchio Berlusconi, se condannato sarà rivoluzione
E’ il Berlusconi degli anni ruggenti. Almeno così è sembrato, davanti alla platea degli amministratori di Fi convocati a Montecitorio e ai quali il leader ha spiegato il suo “progetto pazzo”. 

La premessa è un lungo preambolo speso per ribattere ai retroscena dei giornali (“solo menzogne su Fi, io non voglio rottamare nessuno” e per parlare dei “tre colpi di Stato” che denuncia di aver subìto con i processi. “condanna Mediaset è una sentenza infame, un obbrobrio, verrà ribaltata dalla Corte di Strasburgo”. E come ai vecchi tempi, il leader di Fi torna ad attaccare la magistratura: “Sono stato accusato per 65 volte da pm di sinistra di aver commesso reati e per fortuna sono stato sempre assolto. Poi la musica è cambiata e i collegi giudicanti sono composti solo da giudici di sinistra e succede quel che vedete, come quanto è successo a Napoli...”. Da qui la 'sfida' lanciata sulla vicenda della cosiddetta compravendita dei senatori: “Regalo 200 milioni di euro a chi riesce a dimostrare che ho dato 2 milioni a De Gregorio”.

Berlusconi entra poi nel vivo del suo intervento rivolgendo un appello alla mobilitazione del popolo forzista quando dice: “Sarebbe facile per me andarmene da qualche altra parte, e vi confesso che ci ho pensato qualche volta, ma ho un forte senso di responsabilità che mi frega e sono qui ad affrontare la sinistra ed i pm. Non avendo più nulla rischio di finire in galera e se questo dovesse accadere, io spero, Cristo, che voi abbiate il coraggio di fare minimo una rivoluzione...”. 

Il clou, quando spiega il “progetto pazzo” per il futuro centrodestra. Di che si tratta?  Costruire una “grande casa della speranza, aperta a tutti: partiti, associazioni, club”.

L'orizzonte cui guarda Berlusconi è il 2017, quando, secondo lui, si tornerà alle urne: “Abbiamo un anno, forse due. Il programma della 'nuova cosa' è in fase di lavorazione. I temi spazianto dalla “chiusura di Equitalia” all'assegno di emergenza per le casalinghe, dallo stop ai processi politici, “come avvenne per Gesù, processato per lesa maestà contro i romani”, a una stretta sulle intercettazioni, alla cancellazione della tassa sulla casa. E sempre in tema di “vecchi tempi”, il leader di Fi rilancia la riforma della giustizia; per elaborarla ci saranno “venti saggi che formeranno un governo di saggi e di persone competenti ed oneste”.

La reèntre c’è, adesso non resta che attendere i fatti. 

LuBi

autore / intelligo
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