Yara, Bruzzone: “Questo caso farà giurisprudenza. No alle telecamere, intollerabile...”

17 luglio 2015, Marco Guerra
Oggi a Bergamo si tiene la seconda udienza tecnica nel processo a carico di Massimo Bossetti, accusato di aver ucciso Yara Gambirasio. La Corte deve pronunciarsi sulle eccezioni, decidere sulla presenza o meno delle telecamere in aula e sul numero dei testimoni. IntelligoNews ne ha parlato con la criminologa Roberta Bruzzone. 

La Corte di d’Assise deve pronunciarsi su diverse questioni. Forse la più attesa è quella sulla presenza delle telecamere in aula. Cosa decideranno i giudici? 

Yara, Bruzzone: “Questo caso farà giurisprudenza. No alle telecamere, intollerabile...”
“Procura e famiglia si sono espresse negativamente sulle telecamere e anche la difesa alla fine si è rimessa volontà dei parenti della vittima, io credo che alla fine i giudici decideranno di non ammetterle perché comunque si tratta di un caso di un minore. Anche se è vero che nel caso Scazzi (la 15enne di Avetrana uccisa, ndr) l’autorizzazione alle riprese fu concessa, ma allora la corte fu orientata da un consenso maggiore dei familiari, i parenti di Yara invece non hanno alcun tipo di volontà di far riprendere il dibattimento”.

La famiglia di Yara Gambirasio ha sempre tenuto, infatti, un atteggiamento discreto e riservato su tutta la vicenda…

Per questo mi auguro che non vengano accolte le telecamere, bisogna rispettare questa famiglia che ha collaborato in maniera silenziosa ma soprattutto, dal momento che ho visto alcune carte delle perizie, dico che è necessario non esporre la piccola Yara, nelle condizioni in cui è stata ridotta, davanti a tutto il mondo. Sarebbe intollerabile!”

Ma se la Corte si pronuncia sulle telecamere qualcuno le avrà pur chieste…

“A questo punto bisognerebbe capire chi le vuole, io ho qualche perplessità sul fatto che una forte esposizione mediatica possa aiutare la difesa”.

Yara, Bruzzone: “Questo caso farà giurisprudenza. No alle telecamere, intollerabile...”
Oggi si decide anche sull’ammissione di  30 testimoni chiesti  dall’accusa e oltre 700 dalla difesa. Non sono troppi? 

“Escludo categoricamente che possano essere ammessi tutti, ci sarà un grosso sfoltimento nel numero dei test, molti sono ridondanti, ne ammetteranno un numero decisamente inferiore”. 

E infine i giudici si pronunceranno sulle cinque eccezioni preliminari presentate dalla difesa: La nullità del decreto che dispone il giudizio; la nullità del prelievo salivare a Bossetti; la nullità degli atti eseguiti oltre il primo anno di indagini; la nullità della relazione dei Ris di Parma sul dna e della consulenza autoptica; l’esclusione di alcuni atti dal fascicolo del dibattimento…

“Parte l’ultima richiesta di cui non conosco bene i contenuti, posso dire che secondo me le altre quattro verranno rigettate perché non sono fondate. Il prelievo della saliva è stato in modo consensuale e gli accertamenti sono stati condotti correttamente, anche quelli successivi al primo anno di indagini. E poi il dna è un macigno insuperabile, nessuna motivazione logica può collegare il sangue di Bossetti, in quella quantità, sui vestiti di Yara, tracce prese sulla scena del crimine”. 

Quindi dopo queste udienze tecniche preliminari si andrà sicuramente a processo a settembre? 

“Queste udienze filtro definiranno i tempi e i modi in cui si svolgerà il dibattimento, io penso che poi il processo porterà via circa un anno, forse con l’ascolto di tutti i test si andrà un po’ più in là”.

Respinte le eccezioni della difesa quale strategia possono adottare gli avvocati di Bossetti? 

“Non c'è molto di cui parlare una volta che si va nel merito, ho piena contezza di questo caso e posso affermare che l’impianto accusatorio è molto convincete, quindi non so proprio quali argomentazioni potrà sostenere la difesa”.

Per la quantità di dna raccolto e persone coinvolte nell’indagine questo sarà comunque un processo storico…

“Sono stati prelevati decine di miglia di dna, siamo davanti ad una procedimento giudiziario senza precedenti che farà giurisprudenza, non a caso è seguito anche dai media di altre nazioni”. 

autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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