Con Google la memoria perde colpi: si chiama amnesia digitale

17 luglio 2015, Americo Mascarucci
Con Google la memoria perde colpi: si chiama amnesia digitale
Un tempo eravamo costretti ad avere buona memoria per ricordare ogni cosa, anche la più banale, come ad esempio il nome di una via o anche il numero di telefono di una persona
(per questo c’erano le mitiche agendine). Oggi non è più così, grazie all’effetto Google, ossia alla possibilità di godere di aiuti tecnologici. Il problema è che con la tecnologia moltiplichiamo il numero delle informazioni che però vengono archiviate su un 'disco di memoria temporanea', che si resetta in poco tempo. Il risultato è che tutte le informazioni in un primo tempo raccolte vengono presto dimenticate o ricordate se non in minima parte. 

Prima insomma quando le cose si studiavano e dovevano essere ricordate perché non erano consentiti gli aiuti, la memoria archiviava e soprattutto conservava le informazioni, dando al soggetto la possibilità di ricordare tantissime cose; oggi ciò che si pensa di aver immagazzinato in realtà è destinato ad essere cancellato in pochissimo tempo. Così si finisce per avere, quando va bene, solo un vago ricordo di cose che un tempo si conoscevano a menadito. Sull'effetto Google e sulla tecnologia che indebolisce la memoria è stata elaborata un'analisi sull'Indipendent, supportata dai dati di alcuni studi in materia.

Stando alla ricerca del Kaspersky Lab, il 90% degli utenti di device tecnologici soffre di amnesia digitale: oltre il 70% non conosce a memoria il numero di telefono dei figli e il 49% quello del partner. Tanto c'è la rubrica sul telefonino (e sulla chat), e basta un click per trovare ciò che serve. Ecco, il problema sta tutto in quel maledettissimo click che ci fornisce tutte le informazioni che ci occorrono in quel momento ma non ci consente di fotografarle nel nostro cervello. 

E così se il telefono va in tilt e la rubrica si cancella magari per uno stupidissimo errore tecnologico, a quel punto “semo tutti del gatto”. Siamo dunque diventati tutti più stupidi? Assolutamente no stando almeno a Maria Wimber dell'University of Birmingham secondo la quale Internet ha semplicemente cambiato il nostro modo di gestire e conservare le informazioni. Insomma, l'effetto Google non ci rende più stupidi, ma "più bravi a ricordare dove cercare alcune informazioni". 

E "non memorizziamo più i dati come facevamo un tempo, perché sappiamo che Internet sa tutto". 

Una conclusione simile a quella di Betsy Sparrow della Columbia University: "La nostra mente ricorre a internet in modo molto simile a quello con cui ricorriamo alla memoria di un amico, un familiare o un collega". Insomma, memorizziamo molto meno di un tempo, "ma ricordiamo piuttosto bene dove l'informazione può essere trovata". Un effetto che sembra estendersi anche alle immagini. 

Uno studio della Fairfield University di qualche anno fa mostrava, infatti, che fare fotografie riduce i nostri ricordi delle immagini viste. Un elemento interessante, nell'epoca dei selfie. I ricercatori hanno notato che, dopo una visita al museo, chi aveva fatto foto ricordava meno oggetti e meno dettagli di chi si era limitato ad osservare. Ma allora il web e le tecnologie digitali ci rendono più stupidi o distratti? Secondo l'antropologa Genevieve Bell, vice presidente di Intel, la riposta è no. La tecnologia ci "aiuta a vivere in modo più smart. Essere in grado di creare una domanda ben posta è un atto di intelligenza, come la velocità nell'estrarre l'informazione e nell'identificare l'app che ci aiuta ad ottenerla". 

Di parere opposto Andrew Keen, autore di 'The Internet is Not the Answer', secondo cui si è perso allenamento e rigore mentale. "Le menti sono in qualche modo più flaccide", avverte, un po' come un muscolo non allenato. E tutto questo per colpa della vita sui social media. Insomma fra favorevoli e contrari il dibattito è aperto ma un dato di fatto è sicuramente indiscutibile: Internet ha cambiato il mondo e soprattutto ha rivoluzionato la vita delle persone, nel bene e nel male. Certo, è vero, oggi a nessuno verrebbe più in mente di imparare a memoria un numero di telefono, perché la cosa è diventata del tutto superflua ma questo non significa che la memoria si sia affievolita oppure che non funzioni più. Diciamo che è cambiata la percezione stessa della memoria adattata ai progressi del tempo. 

Insomma nell’epoca in cui non esisteva Internet la memoria era costretta a lavorare in una certa maniera, oggi lavora in un’altra ma a suo modo lavora. E’ diverso il lavoro ma alla fine non si è affatto addormentata perché, come gli stessi scienziati sembrano dimostrare, anche per accedere ad Internet occorre avere buona memoria. Epoca che vai insomma, memoria che trovi!
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