Rivolta anti-profughi con CasaPound, Fiano: "Operazioni di speculazione politica sulla paura"

17 luglio 2015, Marta Moriconi
Rivolta anti-profughi con CasaPound, Fiano: 'Operazioni di speculazione politica sulla paura'
Prima nel trevigiano, ora a Casale San Nicola, dove sono iniziate nella mattina le operazioni di trasferimento di circa un centinaio di profughi nel centro di accoglienza allestito nell'ex scuola Socrate. Non ci stanno i residenti e protestano con tanto di presidi. Abbiamo chiesto al dem Emanuele Fiano, cosa ne pensa della protesta al grido di "Via da qui" e se ha qualche messaggio da mandare ai cittadini in rivolta. 

Proteste, materassi bruciati al Nord, e Tricolori a Roma. Cosa 

"La situazione del flusso migratorio in Italia è difficile e gestita dal governo nel miglior modo possibile. Ci sono dei casi che ovviamente presentano delle difficoltà per quanto riguarda l'accoglienza dei richiedenti asilo, perché non stiamo parlando dei clandestini. I prefetti stanno lavorando duro, anche perché non tutte le Regioni e i Comuni, come è noto, collaborano a quello che era stato il piano di distribuzione dei richiedenti asilo sul territorio nazionale, piano che era stato firmato anche dai governatori di alcune Regioni del Nord, che oggi si ribellano, insieme a questo governo. Anche Maroni, quando era ministro dell'Interno, aveva proposto e attuato un Piano di ripartizione. Un grande Paese civile come il nostro deve affrontare la questione accoglienza al meglio". 

Ma Renzi come sta agendo? Spieghiamolo ai cittadini..

"Il premier ha detto che possiamo lavorare sull'accoglienza di chi sfugge dalla morte, dalla guerra, dalla persecuzione. Ha detto che rimanderemo indietro coloro che sono qui senza diritto, coloro che sono clandestini. Il governo sta attuando un rinforzo delle operazioni di rimpatrio. Per quanto riguarda l'accoglienza dei richiedenti asilo, serve una collaborazione con l'Europa, come sta accadendo, è la prima volta che stiamo riuscendo a far modificare l'attuazione del Trattato di Dublino 2 firmato dal governo di centrodestra". 

Ma, di fatto, ora i cittadini stanno con CasaPound sono a protestare. Perché? 

"La situazione è complicata e contesto queste operazioni di speculazione politica, come anche gli atti contrari alla legge o di violenza con i quali ci si vuole opporre alle decisioni prese dalle autorità locali. I problemi vanno risolti, ci sono dei casi in cui la ripartizione non sta funzionando, ma il problema è che sbraitare non serve a risolvere nulla, impegnarsi ogni giorno come stiamo facendo è l'unico modo per gestire un'emergenza". 

Ma la cittadinanza ha paura che si svalutino le case nelle zone dove arrivano i profughi. Come rispondere ai loro timori, anche al problema sicurezza? 

"Va tutto valutato. Ma potrei raccontarle molte storie dove, con numeri piccoli, l'integrazione funziona. Se c'è chi sfugge da una guerra in Somalia per esempio, e che viene accolto nel nostro Paese, in attesa che la sua richiesta di asilo venga accolta (e stiamo dimezzando i tempi di risposta avendo raddoppiato le commissioni di valutazione), non bisogna ovviamente fomentare nel cittadino l'idea che la presenza del profugo rappresenti un problema di sicurezza. Va migliorato il controllo, e vanno evitate alcune situazioni di cattiva gestione che ci sono state certo. Ci devono essere le condizioni di igiene e abilità ovvio".

Salvini sabato va nel trevigiano a sostenere la popolazione che protesta. E' una scelta che rischia di infiammare ancora di più gli animi?

"Siamo in un Paese democratico, Salvini va dove crede. Serve però risolvere i problemi che stanno alla base della percezione di insicurezza o di paura. Fomentare la paura serve solo a un certo tipo di politica. Io sono per risolvere i problemi che sono alla base dei conflitti sociali".


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