Fassino e Don Alberto al Ramadan in Piazza Dora. Poi tutti in Comune...

17 luglio 2015, Americo Mascarucci
Fassino e Don Alberto al Ramadan in Piazza Dora. Poi tutti in Comune...
Il sindaco di Torino Piero Fassino ha partecipato alla conclusione del Ramadan in Piazza Dora insieme ai tantissimi musulmani che vivono in Piemonte. La decisione del sindaco è strettamente legata all’attentato al Museo del Bardo di Tunisi dove ha perso la vita un dipendente del Comune di Torino.

Presente anche la Chiesa cattolica con un proprio rappresentante, don Aldo Bertinetti e con un messaggio dell’arcivescovo Cesare Nosiglia. «Tutti uniti nella pace – ha scritto l’arcivescovo ai rappresentanti della Comunità islamica torinese - impegniamoci insieme, cristiani e musulmani, soprattutto nell’educazione dei nostri figli, per sradicare dalle loro anime e dalle loro menti anche la più piccola traccia di odio. Nessuno di coloro che uccide o fa il male in nome di Dio è un vero credente». Già! Tutti uniti nel nome della pace, sicuramente un messaggio bellissimo e pieno di speranza ma proprio per questo troppo bello per essere vero. 

E Torino sa perfettamente quanto sia difficile la convivenza con i musulmani. Un esempio?  La presenza di Fassino non è stata accolta positivamente dall’intera comunità islamica, anzi questo fatto ha agevolato ancora di più le fratture e i dissidi in atto con due gruppi, la comunità egiziana di via Sesia e quella marocchina, le quali celebreranno la fine del Ramadan da sole e senza radunarsi insieme alle altre in Piazza Dora. Alla base dei dissidi fra le comunità musulmane presenti a Torino ci sono soprattutto le tensioni in atto nel mondo islamico, che rischiano di lacerare anche l’unità fra i numerosi fedeli in Allah che vivono all’estero. Ovviamente fra i motivi oggetto di scontro c’è anche quel dialogo interreligioso invocato da più parti che per i gruppi più integralisti e radicali continua a restare un tabù, oltre che un qualcosa che va contro i precetti coranici. 

Ad ogni modo Fassino è stato accolto amichevolmente in Piazza Dora dai tanti musulmani presenti e nel breve intervento di saluto ha evidenziato come, tutti i cittadini di fede islamica che vivono in città, debbano essere considerati “torinesi” a tutti gli effetti. Applausi, strette di mano, foto di gruppo, sorrisi e attestati di stima reciproca fra il sindaco e i rappresentanti delle comunità musulmane, a suggellare una piena e fattiva integrazione fra immigrati e tessuto locale. Un clima cordiale e positivo che tuttavia nasconde la seria preoccupazione di dover gestire i dissidi interni alle comunità islamiche. Sedici in tutto i gruppi presenti e attivi a Torino. Il sindaco ha deciso di convocarli tutti in Comune la prossima settimana per un confronto a 360 gradi con i suoi rappresentanti. 

Un confronto che punta ad appianare le differenze presenti fra gli stessi musulmani ed evitare che la guerra in atto nel mondo islamico, aggravata dall’entrata in scena dell’Isis e dalla recrudescenza del terrorismo, possa trasferirsi anche a Torino dove il fuoco dell’odio etnico cova da tempo sotto la cenere. 

Riuscirà Fassino nell’impresa? Il fatto che la sua presenza al Ramadan sia stata contestata da più parti e giudicata inopportuna dalle frange più radicali che hanno disertato il raduno di Piazza Dora, la dice lunga su quanto la strada sia tutta in salita. 

Intanto anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha parlato in occasione della festività di Eid al Fitr, al termine del sacro mese del Ramadan.. "Il pluralismo di culto e il rifiuto di ogni forma di discriminazione basata sull'appartenenza religiosa sono conquiste storiche garantite dalla nostra Costituzione". 


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