Sigle dal potere devastante come il Ttip: cos'è

17 luglio 2015, Luca Lippi
Sigle dal potere devastante come il Ttip: cos'è
Cos’è il Ttip? Acronimo di Transatlantic Trade and Investment Partnership “Trattato Transatlantico di libero scambio”. E’ (questo vorrebbero farci credere), un accordo commerciale attualmente in fase di negoziato tra l’unione Europea e gli Stati Uniti che avrebbe l’obiettivo di rimuovere le barriere commerciali in una vasta gamma di settori economici per facilitare l’acquisto e la vendita di beni e servizi tra Europa e Stati Uniti.

Com’è nostra abitudine, cerchiamo di spiegare prima che lo scopriate da soli (e regolarmente in ritardo) cos’è nella realtà. 

Prima di tutto, nonostante la parvenza innocua della sigla, il Ttip è stato determinante nella gestione della questione greca. Non mettere in pericolo l’accordo fra stati Uniti ed Europa era la ragione primaria che ha sorvolato il destino della Grecia; se si fosse “sciolta” la fragile Europa sarebbe venuto a mancare uno dei contraenti al tavolo negoziale transatlantico, e gli Stati Uniti non possono permettersi di perdere questo accordo.

Il Ttip tocca una serie di questioni che dai dazi doganali passando per la qualità, la tracciabilità e via discorrendo dei prodotti, potrebbero dare il colpo definitivo al nostro settore agroalimentare e mettere a repentaglio la salute dei cittadini.

Senza entrare nel merito delle questioni, si contrappongono agli apogei del tavolo negoziale le voci dei diretti interessati, cittadini da una parte che manifestano la loro preoccupazione, e dalla parte opposta le istituzioni che ne devono difendere l’onorabilità spesso senza sapere bene di cosa si tratta.

L’Italia per esempio, fa sapere Carlo Calenda (viceministro dello sviluppo economico) dovrebbe aspirare a una crescita variabile fra il 4,5% e il 5% delle esportazioni grazie a questo trattato, mentre attivisti, movimenti e cittadini preoccupati contestano l’invasione di spazzatura da un continente dove i controlli sono assai meno severi di quelli europei e soprattutto di quelli italiani che sono assai più “attenti” degli stessi di matrice europea.

Noi sottolineiamo che le esportazioni possono aumentare quanto vogliono, ma senza domanda interna non andiamo da nessuna parte! Evidentemente sono dettagli, anche per i socialisti greci la loro politica è stata tutto un dettaglio.

I fatti dicono che a Bruxelles, fra un fastidioso summit sulla Grecia e l’altro, la processione di lobbysti interessati all’accordo è interminabile. Il Ttip per chi non se ne rendesse conto è il paradiso dei lobbysti.

La lobby più “operosa” al riguardo è quella farmaceutica che ha già messo in moto la macchina assumendo personale e aumentando investimenti in vista del traguardo della trattativa.

Al momento gli unici che stanno cercando di richiamare l’attenzione sul Ttip è il M5S, ma le sue interrogazioni al riguardo si consumano in giorni poco dediti ai lavori parlamentari e quindi nell’aula regolarmente deserta (per esempio oggi).

Andremo ad analizzare nel particolare il trattato nei prossimi giorni, al momento ci correva l’obbligo di estrapolare ed isolare un elemento fondamentale che sta determinando le politiche europee degli ultimi giorni, ovviamente a discapito dei cittadini e senza alcuna capacità decisionale da parte di Bruxelles che è sempre più una colonia di Washington. 

Per chi si aspettava che la guerra fosse solo quella di trincea e di uomini contro il piombo nemico, farebbe bene a rivedere qualcosa riguardo il suo progresso intellettuale. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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