Tennessee, strage di Chattanooga: chi era l’insospettabile AbdulAzeez

17 luglio 2015, intelligo
Tennessee, strage di Chattanooga: chi era l’insospettabile AbdulAzeez
di Anna Paratore 

Si chiamava Mohammad Youssuf AbdulAzeez, aveva 24 anni, originario del Kuwait, era armato con un fucile d’assalto - probabilmente il solito Ak 47 completo di munizioni in abbondanza - il giovane che ieri a Chattanooga, nel Tennessee, ha ucciso quattro Marines e ingaggiato una sparatoria con la polizia per quasi mezz’ora.
Tennessee, strage di Chattanooga: chi era l’insospettabile AbdulAzeez
 

L’agguato in pieno giorno contro due obiettivi, un Centro di reclutamento e un ufficio della Marina militare poco distanti l’uno dall’altra. Secondo i numerosi testimoni, AbdulAzeez, sarebbe arrivato a bordo di una Ford Mustang color argento, decappottabile, e avrebbe riversato una vera e propria pioggia di proiettili contro le porte a vetri del Centro di reclutamento militare, a sua volta all’interno di un centro commerciale. Poi, il ragazzo avrebbe ripreso la sua folle corsa, guidando fino all’obiettivo successivo, un Centro della riserva navale.  Li si è gettato con l’auto contro il cancello, sempre sparando, e ha tenuto in scacco la polizia per lunghi minuti prima di essere ucciso. 

Ed Reinhold, l’agente dell’FBI incaricato di seguire il caso, ha parlato con i giornalisti pur rimanendo piuttosto abbottonato in questa prima fase, dove non tutto è chiaro. Non si sa ancora se quanto accaduto sia riconducibile al terrorismo o non sia una sorta di atto criminale scaturito magari dalla follia. “Tratteremo questo incidente come un’inchiesta per terrorismo fino a prova contraria” ha detto comunque Reinhold. Quel che è certo è che il giovane assassino era incensurato e a suo carico c’era solo un recente procedimento per guida in stato di ebbrezza per il quale sarebbe dovuto comparire in tribunale proprio alla fine del mese. Il giovane era nato in Kuwait, anche se poi aveva ottenuto la cittadinanza giordana; attualmente era un cittadino naturalizzato statunitense, e negli ultimi anni aveva viaggiato tra gli Stati Uniti e il Medio Oriente parecchie volte.  

Durante l’adolescenza, aveva frequentato la scuola di arti marziali di Almir Dizdarevic, ma proprio il suo allenatore dice di averlo perso di vista un paio di anni fa, dopo che il padre del giovane gli aveva riferito che AbdulAzeez sarebbe “ritornato a casa”.  Un rientro in realtà mai avvenuto. AbdulAzeez aveva continuato a frequentare la moschea e a farsi vedere in giro, perfettamente integrato nella società americana, anche se suo padre a un certo punto era stato indagato per terrorismo senza ricevere però alcuna condanna.   

Sarà per questo che nelle ultime ore i sistemi di sicurezza nelle basi e nelle caserme americane sono stati amplificati e tutte le forze dell’ordine sono state chiamate a un maggior controllo del territorio. Accertamenti a tappeto anche nel quartiere dove AbdulAzeez viveva. Molti appartamenti sono stati perquisiti e una donna è stata portata via in manette anche se non si sa se il fermo sia legato al giovane attentatore o sia riconducibile ad altri motivi. 

Laureato in ingegneria elettronica presso l’università del Tennessee nel 2012, Kevin Emily, suo ex allenatore di wrestling del liceo, lo ha descritto come uno studente brillante, nemmeno particolarmente devoto alla sua religione infatti, a differenza di altri suoi compagni, dimenticava piuttosto spesso le tradizionali preghiere islamiche.  

Samantha Barnette, per anni sua compagna di banco, ha detto di lui: “Era incredibilmente intelligente, non avrei mai immaginato che potesse arrivare a commettere una simile strage. Credevo di conoscerlo bene, invece mi sono sbagliata.” Oltre ai quattro marines uccisi, tutti nel secondo obiettivo preso di mira dall’attentatore, ci sono tre feriti, di cui due lievi, medicati e rimandati a casa, e una terza persona - una ragazza sottoufficiale di Marina -, ricoverata in condizioni piuttosto serie anche se, almeno per ora, non in pericolo di vita.

Subito dopo i fatti, sono riesplose negli Stati Uniti le solite polemiche sulla mancanza di sicurezza.
autore / intelligo
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