Fitness 2.0: quando lo smartphone fa il personal trainer

17 maggio 2014 ore 9:00, Micaela Del Monte
Fitness 2.0: quando lo smartphone fa il personal trainer
Anche il personal trainer diventa 2.0.
Come se gli smartphone non ci risolvessero (e creassero allo stesso tempo) abbastanza problemi, adesso ci si affida a loro anche quando si parla di fitness. Infatti sempre più persone, in vista della prova costume, vi si affidano per avere consigli su come rimanere o rimettersi in forma. Come e quanto correre, diete personalizzate per dimagrire, esercizi specifici per tonificare gambe, braccia, addominali e glutei. Insomma, anche andare in palestra diventa un optional. Perché pagare qualcuno per aiutarci quando abbiamo la soluzione, è proprio il caso di dirlo, a portata di mano?  E allora ecco il boom delle applicazioni per il fitness che stanno creando sempre più una vera e propria dipendenza, almeno stando ai risultati di una ricerca americana. Lo studio della Research Now per Mobiquity, condotto a marzo su un campione di mille utenti statunitensi che regolarmente utilizzano app del genere, evidenzia infatti come quasi la metà degli intervistati segua quotidianamente le indicazioni dell'applicazione, 1 su 4 anche più volte al giorno. Per mantenersi in forma, per controllare il peso, per definire il proprio corpo, attraverso consultazioni sempre più frequenti, spesso quasi maniacali. Un metodo diverso e alla portata di tutti per sentirsi bene innanzitutto con se stessi, sicuramente una moda. Soprattutto se si considera che l'aumento delle applicazioni fitness sono direttamente collegate all'abbinamento di dispositivi elettronici indossabili che rappresentano, anch'essi, una nuova tendenza. Smartwatch, occhiali cibernetici come i Google Glass, abbgliamento "smart", braccialetti fitness. Quest'ultimi utilizzati soprattutto da ragazzi tra i 25 e i 34 anni.
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