Renzi ora teme l'Italicum: "Fronte del no vuole personalizzare scontro"

17 maggio 2016 ore 11:55, Andrea De Angelis
Breve ripasso di storia recente. Anzi, recentissima. "Se perdo il referendum non solo vado a casa, ma smetto di fare politica". Renzi,a Repubblica tv, confermò la volontà di "giocarsi tutto" nella battaglia per il sì al referendum sulle riforme costituzionali che si terrà ad ottobre già lo scorso 12 gennaio. Il concetto si ripete poco dopo quando gli venne chiesto se non c'era il rischio che il referendum sulla riforma costituzionale si trasformasse in una consultazione pro o contro Renzi. "Il rischio c'è, ma la riforma costituzionale deve essere votata sul Senato, sulle regioni, sul funzionamento della democrazia e non su di me. Poi io è chiaro che devo trarre le conseguenze se non ce la facciamo e vada a casa", rispose Renzi il 13 aprile. Non c'è due senza tre, come proverbio insegna. "La rottamazione non vale solo quando si voleva noi: se non riesco vado a casa. Dunque è essenziale che ognuno di voi si prenda un pezzettino e da domenica 15 maggio pubblicheremo come fare". Così il 2 maggio, nel lanciare la campagna per il sì al referendum. 

"Personalizzare lo scontro" sul referendum costituzionale di ottobre "non è il mio obiettivo, ma quello del fronte del no che, comprensibilmente, sui contenuti si trova un po' a disagio". Lo scrive ora il presidente del Consiglio Matteo Renzi, in un passaggio della sua ultima e-news. "Ma davvero - scrive Renzi - vogliono mantenere tutte queste poltrone? Questo bicameralismo che non volevano nemmeno i costituenti e che furono costretti ad accettare per effetto dei veti incrociati? Questa confusione insopportabile sulla materia concorrente tra Regioni e Stato centrale che ha portato alla paralisi di cantieri, allo spreco di fondi europei, alla costante tensione istituzionale? Sui contenuti la stragrande maggioranza dei cittadini, di tutte le forze politiche - assicura il premier - vuole rendere più semplice l'Italia come fa questa riforma, finalmente". La seconda parte dell'intervento (come altre) non è una novità, ma la prima sì. A personalizzare il referendum sarebbe dunque il fronte del no. Peccato che ad averlo fatto per primo sia stato proprio Renzi che, come noto, rappresenta il fronte opposto. Su questo sono (quasi) tutti d'accordo. Quel "se perdo vado a casa" è già ben presente nelle menti degli elettori.
La prima risposta piccata arriva così dal forzista Renato Brunetta: "Contrordine compagni. Renzi, che aveva per primo e unilateralmente personalizzato il referendum costituzionale, adesso accusa l'opposizione. Deve avere proprio una folle paura di perdere". 

Renzi ora teme l'Italicum: 'Fronte del no vuole personalizzare scontro'
Non possiamo certo dire se il premier abbia o meno paura. Però una cosa va detta: il sì al referendum significherebbe anche nuova legge elettorale. Italicum. Quella legge voluta proprio dal Governo, con forza. E che ora potrebbe rivelarsi un boomerang. Difficile, quasi impossibile che il centrodestra non si ricompatti in vista del voto nazionale. Coalizione dunque, in grado di arrivare sui primi due gradini del podio. Il punto è chi prenderà l'altro. Il Pd? Da solo? Forse. Perché le percentuali delle ultime elezioni europee sono lontane da quelle degli ultimi sondaggi e il testa a testa con il Movimento 5 Stelle è una realtà. Avanti i democratici, certo, ma non di molto. O forse addirittura dietro. Insomma, lotta all'ultimo voto. E se al ballottaggio andassero proprio Movimento 5 Stelle e coalizione di centrodestra? Un autogoal clamoroso, da studiare nei libri di storia. Questa volta futura, non recente. L'Italicum, forse, qualche timore lo dà...
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