Filippine, Duterte snobba i cattolici (e il Papa): "Rimetterò pena di morte" dopo 10 anni

17 maggio 2016 ore 11:22, Americo Mascarucci
In tutto il mondo si lotta per abolire la pena di morte in tutti gli stati in cui ancora si pratica.
Nell'anno giubilare della Misericordia in cui Papa Francesco chiede gesti di clemenza per tutti, dalle Filippine il neo presidente Rodrigo Duterte annuncia di voler reintrodurre la pena di morte - sospesa nel 2006 - e di estenderla a una serie di reati che vanno dal traffico di droga allo stupro.
Del resto non c'è da stupirsi di questo visto che il ritorno della pena capitale era fra i punti del programma con cui Duterte ha vinto le elezioni.
E nelle Filippine la richiesta di ordine e sicurezza è senza dubbio una priorità soprattutto contro il narcotraffico e la criminalità.  
"Chi distrugge le vite del mio popolo sarà ucciso. Chi distrugge le vite dei miei bambini sarà distrutto. Nessun compromesso, nessuna scusa" ha detto Duterte in una conferenza stampa a Davao, la città di cui è stato sindaco per oltre vent'anni. 

Filippine, Duterte snobba i cattolici (e il Papa): 'Rimetterò pena di morte' dopo 10 anni
Il presidente eletto ha fatto capire di considerare una priorità la lotta al traffico di stupefacenti. "Ho promesso di salvare le prossime generazioni dal male rappresentato dalle droghe" annunciando anche l'istituzione di milizie armate da dislocare sul territorio provincia per provincia con "licenza di sparare e uccidere i delinquenti".  E se per i suoi avversari si tratta del preludio di un nuovo regime fatto di violenza e terrore, il neo presidente ritiene invece di soddisfare in questo modo le aspettative della maggioranza degli elettori che ha votato per lui. I quali pare ritengano la pena capitale un ottimo deterrente per prevenire la recrudescenza della criminalità.
E la comunità internazionale è già pronta a mobilitarsi. 
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]