Che fine ha fatto Alvaro Vitali (Pierino)?

17 maggio 2016 ore 12:01, intelligo
di Anna Paratore

Che fine ha fatto Alvaro Vitali, il “Pierino” più amato dagli italiani.
A volte essere bruttino, ma proprio tanto bruttino, può rivelarsi una fortuna. Lo sanno bene certi attori comici che non solo hanno avuto successo grazie anche al loro aspetto estetico non proprio seducente, ma che si sono trovati ad essere anche grandi play-boy malgrado tutto.  Alcuni casi, ne abbiamo anche in Italia, primo tra tutti quello di Alvaro Vitali, meglio noto per molti come il Pierino della commedia sexy all’italiana in voga da noi negli ani che vanno dal ’60 agli anni ’80.  Ad affiancarlo attori esordienti ma anche conosciuti professionisti come Banfi, Montagnani e Mario Carotenuto giusto per citarne alcuni.
Tutto nasce proprio per via della scarsa avvenenza di Alvaro.  Lui, classe 1950, romano, è basso, traccagnotto, con occhi piccoli e rotondi, il naso storto  e una bocca a “salvadanaio” . Insomma, una sorta di simpatica “maschera” quando viene notato e scoperto da Federico Fellini che lo fa esordire in una particina di Satyricon. Non solo, il grande regista lo fa partecipare anche a I clowns ,  a Roma e ad Amarcord.  Un lancio cinematografico prestigioso sotto tutti gli aspetti destinato forse a non avere seguito se Alvaro non trovasse nella commedia un po’ “pecoreccia” la sua vera affermazione.  Interpreta La poliziotta con la Melato,ed è allora che lo vede il produttore Luciano Martino che  ne percepisce le potenzialità e lo mette sotto contratto. 

Da quel momento i film a cui Alvaro Vitali partecipa, come interprete principale o come spalla di altri, non si contano. Solo i film imperniati su Pierino, personaggio liberamente tratto dalle barzellette romane, sono  quattro, seguiti da pellicole sviluppate su personaggi simili, come Giggi il bullo o Gian Burrasca. Poi, così come era esplosa, finisce anche l’epoca della commedia sexy e di conseguenza la carriera cinematografica di Alvaro Vitali che per un periodo di circa dieci anni scompare dagli schermi.  Ricompare in TV grazie a Striscia la notizia per la quale Vitali veste i panni di Jean Todt, l’allora direttore generale della Ferrari , e affianca Ballantini che fa la parodia di Luca Cordero di Montezemolo. La coppia è perfetta e riscuote grande successo, tanto che Alvaro continua la sua collaborazione con Striscia inventando il personaggio della madre  dell’avvocato Giulia Buongiorno, e della principessa Marina Ricolfi Doria di Savoia.  

In seguito, Vitali partecipa al reality  la Fattoria, ma deve abbandonare ben presto per problemi di salute.
Da allora, Vitali è praticamente scomparso di nuovo sia dal piccolo che dal grande schermo, eppure, a voler essere onesti, con le sue 150 pellicole di "serie B" ha fatto fare montagne di soldi a parecchia gente, e la sua partecipazione a Striscia dove a un certo punto Ricci non l’ha più chiamato, era stata un successo.  In una recente intervista a La Stampa, Vitali racconta come oggi, a 66 anni e dopo tanto tempo, vorrebbe riportare il suo Pierino al cinema, in una versione in cui l'ex bambino terribile ha preso i voti e da prete aiuta i ragazzi della parrocchia. "La sceneggiatura è già pronta - dice - mancano solo produttore e regista".  Poi, sempre al giornalista de La Stampa che lo intervista, aggiunge: “Io facevo fare soldi a palate, un Pierino ha incassato più di James Bond. Il mio era un genere di Serie B ma portava la gente al Cinema, invece adesso guarda come stiamo", e così lancia anche un messaggio trasversale a tutta quella critica che l’ha sempre stroncato brutalmente, e che è pronta ad osannare film che lasciano le sale vuote dopo aver anche ottenuto aiuti di stato per la produzione.
Certo, i film di Pierino o quelli con le procaci soldatesse, dottoresse o professoresse che fossero non erano a sfondo sociale, né culturale, ma divertivano la gente, facevano ridere, e producevano ricchezza e lavoro, un’alchimia nella cinematografia italiana che pochi oggi possono sostenere di aver realizzato, se si pensa che anche i film come i cine-panettoni il più delle volte sono stati in parte finanziati dallo stato a fondo perduto, cioè senza che indietro torni niente. Il cruccio di Alvaro, però, dura poco. Dispiace che sia così, certo, ma lui non andrà a bussare alla porta di nessuno, e continuerà a girare il mondo con uno spettacolo messo su insieme alla moglie cantautrice che gli sta dando buone soddisfazioni.

autore / intelligo
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