Unioni civili, Adinolfi: "Ok Bagnasco. Omofobia? Obesi hanno cuore più ferito dei gay"

17 maggio 2016 ore 12:35, Andrea De Angelis
Oggi è la giornata mondiale contro l'omofobia che si celebra ogni anno dal 2007 il 17 maggio, per ricordare la rimozione dell'omosessualità dalla lista Oms delle malattie mentali, avvenuta nel 1990.
La prima dopo la votazione delle unioni civili in Italia, passate alla Camera dopo il sì del Senato dello scorso febbraio. Intanto oggi si registrano su questa legge anche le parole del cardinal Bagnasco. La legge sulle unioni civili "sancisce di fatto una equiparazione al matrimonio e alla famiglia" e "le differenze sono solo dei piccoli espedienti nominalisti, o degli artifici giuridici facilmente aggirabili, in attesa del colpo finale, così già si dice pubblicamente, compresa anche la pratica dell'utero in affitto, che sfrutta il corpo femminile profittando di condizioni di povertà". Così il presidente Cei lancia l'allarme nella relazione al secondo giorno all'assemblea generale.
IntelligoNews ne ha parlato con Mario Adinolfi, giornalista e candidato sindaco a Roma per il Popolo della Famiglia...

Oggi è la giornata mondiale contro l'omofobia. Che messaggio lancia Adinolfi e quali altre giornate auspica chi, come lei, ha subito tante intimidazioni che hanno colpito pure i suoi familiari, figlie comprese?
"Sono contro qualsiasi discriminazione delle persone omosessuali e transessuali, non ho mai detto una parola discriminatoria da questo punto di vista né ho alcuna forma di ostilità nei confronti di queste persone. Sono un cittadino contrario al matrimonio omosessuale e ai relativi diritti di filiazione. Questa è la battaglia politica che porto avanti. Vorrei dunque una giornata contro le discriminazioni, costruite oggi spesso sulla base del censo. Pensiamo a quella nei confronti della povertà, collegata spesso al concetto di famiglia numerosa. Secondo l'Istat avere tre o più figli comporta l'80% di possibilità di costituire condizioni di povertà. Contro poi la discriminazione di elementi di natura fisica, avendo personalmente attraversato il calvario di quella nei confronti dell'obeso ancora oggi praticata con estrema leggerezza. Mentre io tranquillamente posso subire mille insulti al giorno, penso agli sfottò che una ragazza di 17 anni oggi subisce in un liceo, insulti che possono fratturare il cuore in modo più pesante rispetto a quelli subiti da un gay e da una lesbica. La discriminazione di tipo razziale, con espressioni da stadio usate contro un giocatore di colore. Tutto questo fa capire che il Paese deve ancora fare molto sul tema delle discriminazioni e non c'è una giornata contro la discriminazione, ma quella di oggi, un po' ideologica, finalizzata anche all'approvazione di una legge come quella Scalfarotto che io giudico pericolosa". 

Oggi Bagnasco ha parlato della legge sulle unioni civili, lanciando l'allarme sull'utero in affitto. E c'è già chi parla di ingerenza: è corretto dirlo ogni volta che parla il presidente della Cei?
"Condivido in pieno le parole del cardinal Bagnasco, da tre anni ripeto questa cosa: le unioni omosessuali avrebbero portato alla legittimazione dell'utero in affitto. Attenzione, non è un qualcosa che avverrà ma che è già avvenuto. Ricordiamo la sentenza della Cassazione in proposito e le varie promozioni mediatiche di personalità note, anche della politica. Credo che, venendo alla seconda parte della domanda, la legittimazione di un cittadino italiano come il presidente della Cei a dire la sua opinione non possa in alcun modo essere messa in discussione". 

Un intervento quello sull'utero in affitto che contrasta con quanto detto ieri sera da Lupi al Tg1, con l'esponente del centrodestra pronto a sottolineare come il compromesso sul ddl Cirinnà eviterà adozioni e simil-matrimoni. Bagnasco ha voluto lanciare un messaggio a quella parte politica così vicina alla Chiesa?
"Non so se Bagnasco ha voluto lanciare un messaggio. Di certo Lupi e Alfano sanno benissimo che questa legge legittima le sentenze dei magistrati a favore della stepchild adoption, compresa quella incrociata. Lo stesso vale per l'utero in affitto. Sono persone d'esperienza, non devono giocare con le parole con persone che conoscono i loro giochi. Le persone che si ritrovano nel Popolo della Famiglia stanno dando un'alternativa di consenso rispetto a Lupi e Alfano". 

Bagnasco ha anche sottolineato come i problemi seri siano altri. Questo è un sentire comune della popolazione? La sproporzione tra diritti civili e sociali?
"Sì, non pensiamo neanche ai diritti civili veri come quelli dei bambini ad avere una mamma e un papà. I diritti delle persone più deboli a non essere strumentalizzati. Vorrei parlare di diritti civili e ovviamente bisogna affrontare con molta nettezza e urgenza il tema dei diritti sociali, il bisogno cioè di ricostruire un tessuto che partendo dalla famiglia, come propone il Popolo della Famiglia in questa campagna elettorale, sappia ricostruire ricchezza e sviluppo per il Paese. Umiliando la famiglia, devastandola si creano le condizioni per un arretramento ulteriore del Paese". 
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