Bagnasco avverte: “Utero in affitto colpo finale”. Così sfiducia Alfano

17 maggio 2016 ore 13:29, intelligo
di Luciana Palmacci. 

Il colpo di coda della legge sulle unioni civili sarebbe l’utero in affitto. Questa la conseguenza dell’equiparazione se le coppie di fatto vengono equiparate al matrimonio.La pratica dell'utero in affitto, sfrutta il corpo femminile profittando di condizioni di povertà” ha ribadito il cardinale Bagnasco a l’assemblea generale della Cei riunita in Vaticano, criticando la legge approvata alla Camera. Per niente preoccupato del pericolo in agguato Alfano, convinto di aver frenato la stepchild, il "no alle adozioni” ha detto "fa parte di un patto con Renzi e con il governo”. 
Bagnasco avverte: “Utero in affitto colpo finale”. Così sfiducia Alfano

Ma per il cardinale le vere priorità del Paese sarebbero altre: “Il lavoro che manca, la povertà, le dipendenze come quelle legate al gioco d'azzardo”, questi i problemi da risolvere in primis. La gente preferirebbe vedere il Parlamento impegnato in questo tipo di cose, senza distrazioni di energie e di tempo, il sunto delle parole di Bagnasco. 
Quello che più preoccupa è la condizione della famiglia. Questa, aveva già ribadito il Santo Padre, è fondamento della convivenza e rimedio contro lo sfaldamento sociale, e il presidente della Cei ha sottolineato che “la demografia è un indicatore decisivo dello stato di salute di un Paese. Che cosa sta facendo lo Stato perché si possa invertire la tendenza?”. Con la natalità in calo, la situazione potrebbe risollevarsi con una “manovra fiscale coraggiosa, che dia finalmente equità alle famiglie con figli a carico”. 
Se le persone fossero occupate nel lavoro, più serene e i giovani incoraggiati nelle proprie prospettive future, le famiglie ne trarrebbero vantaggio e di conseguenza maggiore dignità. 

In ultimo Bagnasco ha concentrato le sue parole sulla tema della ricchezza, concentrata nelle mani di pochi. La platea dei poveri si allarga inglobando il ceto medio di ieri, la porzione della ricchezza cresce e si concentra sempre più nelle mani di pochi, purtroppo a volte anche attraverso la via della corruzione personale o di gruppo. Ha poi concluso lanciando un esame di coscienza al nostro continente: “È doveroso chiederci se non sia questo un banco di prova perché l’Europa del diritto, della democrazia e della libertà, culla e sorgente dell’umanesimo, irrorata dalla sorgente perenne del Vangelo, possa riscoprire sé stessa”.
autore / intelligo
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