Unioni civili, Mancuso a Bagnasco: "Poteva risparmiarsi oggi l'uscita. Anch'io contro utero in affitto ma non c'è"

17 maggio 2016 ore 13:25, Marco Guerra
“Anch’io sono contro l’utero in affitto, ma non c’entra nulla con le unioni civili. Bagnasco poteva risparmiarsi questa uscita e nella giornata contro l’omofobia”. Intervistato da Intelligonews, Aurelio Mancuso, presidente di Equality, torna a fare distinzione tra le idee personali e l’incitazione all’odio contro gli omosessuali che va perseguita con una legge ad hoc. 

Mancuso oggi è la giornata internazionale contro l’omofobia. Per lei che significato ha questa ricorrenza? 
“È una giornata molto importante perché ricade nel giorno in cui, nel 1990, l’Oms derubricò l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali. Tra l’altro mi fa molto piacere che oggi sia anche intervenuto Mattarella”. 

Vuole mandare un messaggio in tema con questa giornata?  
“Sì, che l’omofobia si combatte principalmente con l’acquisizione di diritti e quindi l’Italia dall’11 di maggio ha fatto un primo decisivo passo, perché quando le persone sono riconosciute come soggetti sociali questo fa avanzare anche la cultura generale del Paese. Quindi le unioni civili sono un primo passo in avanti. Finalmente Italia non è più l’unico grande Paese europeo a non avere una legge del genere. Rimangono però alcune questioni non indifferenti che attengono al contrasto dell’omofobia”.

Unioni civili, Mancuso a Bagnasco: 'Poteva risparmiarsi oggi l'uscita. Anch'io contro utero in affitto ma non c'è'
Si riferisce alla Scalfarotto, lei è favorevole?
“Allora io sono perché quel testo fermo al Senato sia discusso dalla commissione giustizia tenendo  in conto che quel testo non soddisfa nessuno. Perché alla fine c’è stata una mediazione talmente al ribasso che approvata così com’è quella legge danneggerebbe complessivamente la legge Mancino. Estende la legge infatti Mancino ai reati contro l’omosessualità, ma nel complesso la danneggia per via del famoso emendamento Gitti”.

Lei parla dell’emendamento che tutela le opinioni espresse all’interno di gruppi politici o religiosi. Ma non è discriminatorio poter esprimere le proprie idee in una chiesa piuttosto che in una sezione di un partito ma non a cena con gli amici? 
“Noi infatti dobbiamo metterci un po’ d’accordo. Il discorso pubblico avviene in ogni luogo; le chiese non sono circoli privati, sono luoghi pubblici dove è importante che non ci sia – attenzione -  l’incitamento all’odio, perché essere contrari ai diritti agli omosessuali non è un reato. Questa distinzione va fatta sempre”.

Per esempio, dicendo di essere contrari all’utero in affitto non si rischia di essere tacciati di omofobia?
“No, perché io lo sono quindi sarei perseguibile anch’io.  I reati di opinione in questo Paese non esistono perché esiste la Costituzione. Come sempre in Italia c’è un dibattito molto ideologico. Quindi se io sono contro le unioni civili e altri diritti per gli omosessuali sono una persona orribile, questo è il mio giudizio, ma posso esprimere liberamente queste opinioni senza alcun rischio e sono io il primo a dire che chi perseguisse questo tipo di opinioni sarebbe un illiberale oltre al fatto che va contro la Costituzione. Altro discorso è l’incitamento all’odio: dire che un omosessuale deve essere bruciato è ben diverso dal dire un omosessuale non mi piace. Ad ogni modo propagare idee che incitano all’odio contro gli omosessuali è condannato in tutto il mondo civile, altra cosa sono le opinioni personale. Certo anche le idee incidono sulla vita quotidiana di molti. Quindi da una parte lo Stato deve impegnarsi con l’Unar e nelle scuole per far capire che la società è plurale e che ci sono diverse forme di orientamento sessuale, questo per prevenire il bullismo e tutte queste forme di violenza; dall’altra lo Stato deve occuparsi dei reati, l’incitamento all’odio è un reato”. 

Ma perché bisogna creare degli aggravanti per le violenze rivolte a delle categorie? 
“Se io ragiono questa persona è omosessuale piuttosto che ebrea c’è un aggravante. Qualcuno potrebbe dire perché in Europa si discute così tanto di questo? Perché noi siamo figli della seconda guerra mondiale e del nazismo. Quindi l’Europa si ricorda che gay, rom e omosessuali sono passati per i forni crematori. Questo è un segno che rimane nella storia dell’Europa che oggi pensa a creare degli anticorpi e gli anticorpi sono questi”.

Per concludere, come commenta le dichiarazioni del presidente della Cei, il Cardinale Angelo Bagnasco, che ha detto che l’obiettivo della legge sulle unioni civili è arrivare a legittimare l’utero in affitto?
“Intanto ribadisco che se quella legge avesse avuto l’utero in affitto io avrei fatto una battaglia contro quella legge. E poi c’è da sottolineare che Bagnasco nella giornata internazionale contro l’omofobia non ha detto una parola di conforto per le vittime e invece attacca gli omosessuali con un tema che non c’entra niente. Questa gerarchia cattolica ha due pesi e due misure tra chi discrimina e chi ha bisogno di supporto. Questa uscita Bagnasco poteva risparmiarsela, almeno oggi visto che si ricordano i ragazzi che si uccidono e le persone che vengono picchiate”. 






autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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