Col debito niente crescita, Italia Ko: per Weidmann "non è un modello"

17 maggio 2016 ore 16:31, Luca Lippi
Il presidente della Bundesbank Jens Weidmann intervistato da “La Repubblica” ha rilasciato diverse dichiarazioni sia sulla questione che riguarda i conti pubblici italiani, sia sulla politica della bce e non ha ignorato di rispondere anche a Matteo Renzi che lo vede protagonista in una querelle sui conti di “casa”.
Sappiamo che da un paio di settimane il presidente della Banca Centrale tedesca è uscito allo scoperto quasi a prendere per mano l’ala intransigente del Governo teutonico, quella che rincorre la supremazia del rigore ma in realtà ricerca la supremazia tedesca sull’Europa. Tuttavia le sue affermazioni non sono del tutto errate se messe sul piatto comune dell’Europa, si configurano come “di parte” nella più parte dell’eloquio seguito nei giorni scorsi.

Col debito niente crescita, Italia Ko: per Weidmann 'non è un modello'

Dunque Jens Weidmann, difende le politiche di austerity di fronte alle richieste di flessibilità dell'Italia. "A mio parere non c'è contrasto tra crescita e solidità dei bilanci. E sui conti pubblici, l'Italia non è certo un modello. Nella Ue sarebbe opportuno creare una commissione indipendente incaricata di valutare oggettivamente il rispetto delle regole".Riguardo le questioni di casa nostra di cui si è voluto occupare Weidmann, vediamo in sintesi quelle più importanti e le sue considerazioni.
Riforme avviate dal Governo italiano: “"Ovviamente la crescita è essenziale: su questo concordo perfettamente con Pier Carlo Padoan. Peraltro il governo di cui fa parte ha avviato molte importanti riforme per stimolarla, penso a quella del mercato del lavoro o alla riforma istituzionale".
Sulla questione del debito: “sono scettico verso chi pensa che il problema del debito si possa affrontare facendo altri debiti, o che il deficit sia la via giusta per favorire la crescita. A mio parere non c`è contrasto tra crescita e solidità dei bilanci. E sui conti pubblici, l'Italia non è certo un modello".
Risposta a Matteo Renzi che lo aveva invitato ad occuparsi del sistema bancario tedesco: "Quindi Ignazio Visco può discutere soltanto sull'Italia, e io solo sulla Germania? Alla Bce ci occupiamo della politica monetaria di tutta l'eurozona. Ultimamente notiamo un indebolimento della spinta riformista e della disciplina di bilancio. Alcuni Paesi, oppressi in passato da oneri ingenti sul debito, non hanno saputo approfittare in misura sufficiente degli enormi risparmi di cui hanno fruito grazie ai tassi bassi".
Riguardo i rapporti con Mario Draghi: "Su alcune questioni, su cui l'analisi è più complessa, possiamo arrivare a conclusioni diverse. Ma quando riflettiamo sull'importanza della stabilità dei prezzi e sulle condizioni economiche per garantirla, siamo d'accordo".
Sul peso dei voti all’interno della Bce: "il Consiglio della la BCE deve badare soprattutto a non fare politica fiscale. E' il motivo per cui l'ultimo programma di acquisto di titoli di Stato prevede una ripartizione molto limitata dei rischi. I titoli vengono acquistati in gran parte dalle banche centrali dei rispettivi Paesi, a loro rischio e pericolo. Resto tuttavia dell'idea, certo, che gli acquisti di titoli di Stato all'interno dell'Unione monetaria siano molto problematici: in questo modo le banche centrali diventano i maggiori creditori dei rispettivi Stati".
Sui Paesi che non adempiono agli obiettivi fissati in materia di deficit: "La Commissione ricopre un duplice ruolo, molto difficile, verso il quale sono critico. E' al tempo stesso custode dei Trattati dell'UE, ma è anche incaricata di mediare tra i diversi interessi politici. Purtroppo i compromessi che ne conseguono vanno spesso a discapito della disciplina di bilancio. Anch'io, come Wolfgang Schäuble, penso che sarebbe opportuno creare una commissione indipendente incaricata di valutare con obiettività l'osservanza delle regole. Si solleverebbe così la Commissione da questo compito, separando al tempo stesso l'analisi economica dalle decisioni politiche".
In conclusione possiamo dire che le affermazioni del presidente dalla Bundesbank non siano troppo lontane da quelle di qualunque altro cerchiobottista, ma una su tutte è sottoscrivibile, non si possono pagare i debiti contraendo altri debiti.

autore / Luca Lippi
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