Ecco la vera storia della pistola che sparò contro Wojtyla

17 marzo 2014 ore 14:42, intelligo
Ecco la vera storia della pistola che sparò contro Wojtyla
“Il processo ha accertato che ha sparato solo un’arma: quella pistola”. Parla Antonio Marini, avvocato generale in servizio alla procura della Repubblica presso la Corte d’Appello di Roma. Lui la storia della 'Browning H.P. calibro 9 Parabellum', matricola 76C23953, che sparò nell’attentato a Giovanni Paolo II, il 13 maggio 1981, la conosce bene.
Oggi quell’arma, custodita nella sede del Museo criminologico del Dap, sarà consegnata per un prestito temporaneo dal capo del Dipartimento amministrazione penitenziaria, Giovanni Tamburino, a monsignor Dariusz Ras, direttore della Casa di Famiglia di Karol Wojtyla a Wadowice, in Polonia. Il museo sarà inaugurato il prossimo 9 aprile e il prestito avrà la durata di tre anni. Marini ha indagato per quindici anni sul più clamoroso attentato terroristico compiuto in Italia. Ha viaggiato molto, ascoltato circa 1.000 testimoni, avviato tre istruttorie, compiuto oltre trenta rogatorie. Il ricordo di quella pistola è ancora molto nitido nella sua memoria: “'La ricordo anche in aula, quell'arma è un pezzo di storia giudiziaria ma anche dell'umanità. Testimone di un’azione di terrorismo, senza precedenti. Di quell’attentato abbiamo un’unica foto, ce l’ho sempre nel mio ufficio...”. Si tratta di un unico scatto, sottolinea il magistrato secondo il quale “in quel fermo immagine non c’è il volto dell’attentatore ma si vede la mano e quella pistola. Una foto storica. Il processo ha accertato che Ali Agca fu l’unico a sparare, proprio con quell’arma”.
autore / intelligo
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