Crisi Occidente-Russia. L'Italia per una volta ha il coltello dalla parte del manico, lo usi

17 marzo 2014, Gianfranco Librandi
Crisi Occidente-Russia. L'Italia per una volta ha il coltello dalla parte del manico, lo usi
di Gianfranco Librandi L’ANTEFATTO: Angela Merkel ha tentato una mediazione nella crisi fra occidente e Russia sul caso ucraino fallendo miseramente. Il motivo della mediazione non è stato mosso da uno spirito pacifista, ma soprattutto per scongiurare il pericolo di una migrazione di capitali dagli investimenti in Europa. IL FATTO: L’Italia, per capacità diplomatiche e per una spiccata propensione a stabilire relazioni non destabilizzanti (leggi opportunismo) è un ottimo interlocutore sia per la Nato sia per la Russia, quest’aspetto pone il bel Paese nel ruolo chiave di mediatore credibile e affidabile DA SPENDERE. LO SCOPO: Italia, Germania e Austria sono molto esposte ai rischi di una destabilizzazione dell’area orientale.
Crisi Occidente-Russia. L'Italia per una volta ha il coltello dalla parte del manico, lo usi
Ecco che l’Italia, insieme alla Germania, sono adesso gli attori principali nella gestione della crisi fra Occidente e Russia (l’Italia avrà il semestre europeo e anche qualche richiesta da fare all’Europa di “conforto” alla politica economica renziana, la tentazione di approfittare della situazione è irresistibile). Mosca si riprenderà certamente la Crimea, dove ha schierato la flotta sul Mediterraneo, e si fermerà qui, passando come mediatore pacifico senza paura di attacchi militari da parte di Kiev. Putin rinuncia volentieri all’Ucraina, pur facendone il cerbero, e in questo modo rassicurando tutti sulle velleità bellicose del nuovo governo rivoluzionario. Putin sa bene che invadere l’Ucraina significa perdere i rifornimenti energetici dalla Russia verso l’Europa e lo indebolirebbe anche sul fronte Siberiano, dove la Cina procede sorniona a espandersi. L’America, da par suo, sa bene che l’Europa ha bisogno di impedire un’escalation degli eventi, e che comunque, nella peggiore delle ipotesi, guadagnerebbe preziosi contratti di fornitura energetica verso l’Europa dovendo sostituire quelli attualmente in essere con la Russia. Il protettorato europeo di Angela Merkel è storicamente mal disposto nei confronti della Russia, e questa posizione ha causato il fallimento della mediazione della Merkel con Putin. Rimane solamente la carta dell’Italia e questo l’Italia è il lasciapassare per ottenere concessioni all’interno dell’Eurozona e magari recuperare anche qualcosa che nel frattempo è fuoriuscito in maniera non troppo trasparente. Per una volta abbiamo il coltello dalla parte del manico, speriamo di riuscire a utilizzare profittevolmente la situazione.
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