Di Stefano (CPI): "Marò, Alfano? In commedia elettorale. Tra tre mesi l'Europa implode"

17 marzo 2014 ore 18:03, Marta Moriconi
Di Stefano (CPI): 'Marò, Alfano? In commedia elettorale. Tra tre mesi l'Europa implode'
Simone Di Stefan
o, vicepresidente di CasaPound Italia, parla a IntelligoNews dell’ormai prossima “implosione dell’Unione Europea” e risponde a quelli che definisce “gli slogan” di Alfano, Pinotti e degli altri protagonisti del teatro della politica, che secondo lui sono già entrati in campagna elettorale: “Fanno tutti interventi estemporanei e inutili”. Poi a Fratelli d’Italia e alla Lega manda un messaggio preciso. Il ministro degli Interni Angelino Alfano ha lanciato un forte appello alle Nazioni Unite poco prima del suo incontro a New York con il segretario generale, Ban Ki-Moon. Che ne pensate?  «Lo ha fatto per riequilibrare un po’ le parole del ministro della difesa Roberta Pinotti, che ha parlato di chiudere le caserme, smobilitare 50.000 soldati. Tutti aspetti inaccettabili anche per un partito di centro...destra; si tratta infatti di una follia di sinistra, hanno deciso di far tornare i conti smantellando le forze dell’ordine. A questo punto Alfano, non potendo prendere una posizione diversa perché dovrebbe uscire dal governo, ha deciso di buttarsi sui marò, facendo anche lui il suo pezzetto di campagna elettorale». Ma la situazione per La Torre e Girone è cambiata… «Sì, appunto. Se un mese fa sui due fucilieri pendeva la spada di Damocle della pena di morte, oggi che rischiano venti, trent’anni di carcere,  a chi volete che interessi. Ormai la questione è bilaterale, tra noi e l’India: o si fanno delle forzature, come la chiusura delle Ambasciate o altre azioni eclatanti o i nostri partner e gli organismi internazionali continueranno a fregarsene». Ma non crede neanche al ministro Pinotti che ha dichiarato di non accettare il processo dei Marò in India. «Hanno detto di tutto, ma non hanno fatto nulla. Abbiamo due soldati rapiti da un’altra nazione e c’è chi continua a dire parole come un disco rotto». Pensa che si tratti solo di slogan in vista delle Europee, dunque? «Sono tutti interventi estemporanei e sostanzialmente inutili, la debolezza dell’Italia in questo momento è ancora più evidente ed è anche data dal fatto che Renzi proprio ora sta andando col cappello in bocca a chiedere la possibilità non di sforare il 3%, ma almeno di avvicinarsi. La situazione è davvero paradossale. In tutto questo abbiamo un ministro della difesa che per far quadrare i conti pensa di chiudere le caserme venderle e smobilitare 50.000 unità. Invece di dire ritiriamo tutti i soldati da tutti i teatri internazionali che sarebbe un grande risparmio». Roberta Pinotti magari ha in mente una Difesa Europea Unica… «Ecco come si svilupperebbe il discorso di fare un unico esercito europeo, più o meno così: mandiamo i nostri a morire in prima linea come le mosche e i tedeschi con gli aerei che ci tutelano. E’ un discorso folle, come si fa a fare un esercito comune se manca un’unità politica? Se non ci proiettiamo verso un futuro fuori dall’Ue e fuori dall’euro non risolveremo alcun problema. Cosa che avverrà a prescindere da noi comunque, tra tre mesi siederanno nel Parlamento Europeo Eurodeputati del Fronte Nazionale, di Alba Dorata, anche i tedeschi anti-euro e così via. Prepariamoci, anche con la testa, alla fine di questa Unione Europea. E iniziamo a ragionare con la testa di una nazione sovrana, basta andare a chiedere in giro i favori ai nostri partner in Europa!». Ma una volta entrati nel Parlamento i nazionalisti non rischieranno di essere svuotati, come già è successo a molti movimenti di protesta? «La gente del Fronte Nazionale in Francia è gente abituata a stare fuori dal Parlamento, e lo è stata parecchi anni pur di mantenere le proprie posizioni. Quelli di Alba Dorata non sono tipi da farsi invischiare nel sistema. Al contrario della destra che abbiamo a casa noi, penso a Fratelli d’Italia per esempio, che si prepara nuovamente a saltare nel carrozzone berlusconiano per entrare in Parlamento. Qui andiamo incontro davvero all’implosione dell’Unione europea e la politica parla e si dimena». Voi andrete in Europa? «E’ già un grande obiettivo raccogliere le 150.000 firme. E’ un numero esorbitante, non è detto che riusciremo a candidarci. Ci stiamo impegnando. Proviamo a candidarci sapendo che entreremo nella baraonda degli europeisti dell’ultimo minuto. Fuorché poi, quando stanno al governo, firmare tutti i trattati. Anche Renzi alza i toni in questo senso. Quanto alla Lega e a Fratelli D’Italia se faranno la scelta di stare fuori dal centrodestra e di fare un progetto alternativo anche rischioso, allora nel tempo si potrebbe  creare un polo capace nel lungo termine di diventare anche maggioritario, ma se continueranno  a governare con i rubagalline delle varie amministrazioni regionali che ci sono in Forza Italia, sarà la loro fine. Peccato che sia Salvini che la Meloni hanno firmato i trattati di Lisbona».
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