Chiesa, Gotti Tedeschi: "Lo spirito del Giubileo e una provocazione: scambiare i ruoli di Pell e Kasper"

17 marzo 2015, Marta Moriconi
Chiesa, Gotti Tedeschi: 'Lo spirito del Giubileo e una provocazione: scambiare i ruoli di Pell e Kasper'
Ettore Gotti Tedeschi
, ex Presidente dello Ior e tra i massimi economisti cattolici, parla del Giubileo di Papa Francesco e riportando un passo del Vangelo di domenica scorsa spiega a IntelligoNews cos'è per lui la Misericordia di Dio. Poi si lancia in una provocazione stimolata da una domanda sulle vicende vaticane...

Abbiamo letto negli ultimi tre mesi ben tre suoi commenti ad altrettanti scritti o interviste di Eminenti Cardinali con importantissimi incarichi. Ricordiamo la sua risposta al card. Pell sul Catholic Herald, il suo commento riferito alla intervista del card. Kasper su La Repubblica, l’articolo a commento dello scritto del card. Gerard Muller sull’Osservatore Romano. Ma al di là dell’attenzione dovuta e della curiosità stimolata con una certa abilità intorno alle vicende vaticane, la sua impressione su cosa sta succedendo qual è?  

“Secondo me la risposta la lascia intuire Eugenio Scalfari su Repubblica di domenica 15 marzo, nel capoverso conclusivo del suo lungo articolo, e si può così sintetizzare secondo me: Il mondo laico, agnostico, è preoccupato - ahimè persino di più di parte di quello cattolico - dal crollo della moralità nel comportamento umano, soprattutto nell’Occidente e in Europa in specifico. E questo mondo laico-agnostico spera che la Chiesa cattolica riprenda il suo ruolo di educatore, certo in modo diverso da come lo vorrebbero i cattolici. In pratica, il mondo laico illuminato riconosce nella Chiesa e nel Papa il vero e grande ruolo di autorità morale che può arginare il decadimento morale, (che comporta violenza, disperazione, povertà, ignoranza, ingiustizia ecc. di cui soffre il mondo intero) di questa società decristianizzata. Suggerisco quindi di leggere  questa parte dell’ articolo di Scalfari, con attenzione”.

Si direbbe che l'educazione cattolica manchi anche a chi cattolico non è, a chi trae vantaggio da questa educazione, dal rispetto dei doveri e dall’esercizio delle virtù come peraltro lo stesso Voltaire sosteneva. Però, scusi, non ha risposto alla nostra domanda iniziale…

"Devo esser prudente, qualsiasi cosa io possa dire riferita a fatti riguardanti il comportamento di persone di Chiesa viene demonizzata da troppo tempo. Ma cercherò di rispondere alla sua domanda provocatoriamente e giocando un po’: leggendo l’intervista del cardinal Pell sul Catholic Herald di dicembre 2014 e poi leggendo l’intervista del cardinale Kasper su Repubblica dell’8 marzo, ho tratto una considerazione che spero non appaia irriguardosa (mi dicono che entrambi i due porporati hanno senso dell’humor, però chiedo scusa in anticipo, nel caso suonasse impertinente). Ho impressione che i due cardinali ricoprano incarichi consoni, ma che potrebbero essere fra loro scambiati. Si direbbe infatti che il card Kasper abbia conoscenza e sensibilità del problema finanziario della Santa Sede. Mentre il card Pell sembra aver una buona attitudine sul tema Sinodo sulla famiglia, e sarebbe capace di conciliare le diverse visioni all’interno della Chiesa. In base alla mia esperienza, e solo in base a quella, se questo scambio fosse possibile, mi sentirei quindi di raccomandare al cardinal Kasper, in materia finanziaria, di conciliare dottrina e prassi, cioè leggi ed applicazioni (procedure-controlli) non proprio allo stesso modo di come penserebbe di fare sui temi sinodali”.

Chiesa, Gotti Tedeschi: 'Lo spirito del Giubileo e una provocazione: scambiare i ruoli di Pell e Kasper'
Pur non ammettendolo, si legge una malinconica, una sorta di rassegnata ironia nelle sue risposte. Non trova motivi di conforto in nessun altro intervento di Ministri della Chiesa, escludendo ovviamente quelli di sua Santità? 

"Vede, se leggesse sull’Osservatore Romano di domenica 8 febbraio il saggio (“Purificare il Tempio”) del cardinal Gerhard Muller, capirebbe ciò che una gran parte del mondo cattolico desidera sentir dire. Le ricordo solo l’incipit dell’articolo. “ Alla Chiesa stanno a cuore il Vangelo, la verità, la salvezza” .Successivamente il card. Muller spiega che la Chiesa si deve occupare di risolvere il problema di miseria morale perché è questa che produce la miseria materiale. Sa che ho avuto l’impressione, leggendo l’editoriale di Scalfari, che il fondatore di Repubblica abbia anche lui avuto questa illuminazione: la mancanza di valori morali provoca i disastri sociali, culturali, economici, etc. Ma per risolverli si deve riaffermare il valore di riferimento, la Verità, come Benedetto XVI afferma nell’introduzione a Caritas in Veritate. Ma il card. Muller  ci ha regalato, sempre sull’Osservatore Romano venerdi 13 marzo, un altro saggio (“Tutela della Fede e Giustizia”), un altro stimolo alla riflessione necessaria di fede-ragione, dice: “ La Chiesa non ritiene che la dottrina cristiana sia un prodotto delle interessanti elucubrazioni di qualcuno , sulle quali fare esercizi logici ma scollegati dalla realtà “. Sarebbe interessante intuire chi potrebbe esser questo “qualcuno” che fa elucubrazioni, forse chi  vuole insegnare  “dottrine diverse" con capacità interpretativa deviata… Poi il card. Muller ribadisce che correnti culturali che vogliono separare  il senso delle azioni dal senso della vita influenzano persino il pensiero nella Chiesa: "A volte sotto l’influenza di tali correnti (culturali), si cerca di svincolare nel piano ecclesiale la dottrina e la verità dalla prassi, dal diritto oppure dalla pastorale". Il pensiero qui espresso non può esser oggetto di interpretazione o esser ignorato, egli è Prefetto della Congregazione  per la dottrina della fede. Ne è il tutore. Ma suggerisco anche di leggere e riflettere sul libro intervista del card. Robert Sarah (Dieu ou rien), è il Prefetto della Congregazione per il Culto divino e la disciplina dei sacramento. E’ un libro che dà speranza e toglie quella malinconia che lei ha letto nella mia risposta precedente".

Venerdi 13 marzo, a commento dei primi 24 mesi di pontificato di Papa Francesco, il Corriere della Sera a firma Andrea Riccardi, e Repubblica a firma Vito Mancuso, descrivono la transizione di questo pontificato, e anche se con stile differente, lasciano intendere che l’opposizione interna potrebbe frenare (o persino far fallire ) il progetto di papa Bergoglio. Lei come ha letto questi articoli?

"Entrambi, con stile diverso come lei dice, spiegano l’avvento di Bergoglio come salutare ed ineluttabile per far fronte “al senso di declino che avvolgeva la Chiesa nel 2013 …” ( AR –Corriere) , una Chiesa , “… come certificano le coraggiose dimissioni di Benedetto XVI , travolta dagli scandali , al minimo della credibilità morale…” ( VM-Repubblica). Ma questo senso di declino è stato analizzato e capito realmente? Questi scandali sono stati investigati e spiegati? Qualcuno saprebbe rispondere immaginando di esser di fronte ad un Tribunale e dover dare testimonianza? Forse è bene che prima o poi questi argomenti siano spiegati per il bene  della Chiesa. Ma soprattutto è bene che il Papa conosca queste storie al fine di fare scelte di pulizia indispensabili e fare quei cambiamenti di “ rinnovamento che vengono dal Vangelo” che opportunamente Riccardi ricorda nel sua articolo, nonché per concorrere a evitare le conseguenze che Mancuso descrive alla fine del sua intervento. Altrimenti la battaglia tra un certo potere e misericordia, la vincerà il potere, ancora una volta. Certo i nemici del Papa non sono coloro che hanno vera fede in Dio e credono al Vangelo. Come si sta cercando di insinuare…". 

Che riflessione istintiva ha fatto all’annuncio del Giubileo della Misericordia indetto a Papa Francesco?

"Ho gioito come poche volte negli ultimi anni. Quando l'annuncio del Giubileo è stato dato ho pensato al Vangelo di domenica, che è di Giovanni ( Gv 3, 14-21), che era proprio sull’annuncio della Misericordia di Dio. Lo vorrei ricordare nei punti essenziali: “In quel tempo, Gesù disse a Nicodemo: Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che si sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui non vada perduto ,ma abbia la vita eterna. Dio infatti, non ha mandato il Figlio al mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce …”
Ecco io trovo che questo passo del Vangelo illustri la  Misericordia di Dio: aver mandato il Figlio per salvare il mondo. Ma si deve credere in Lui per aver la misericordia della  vita eterna. Non si devono preferire le tenebre. Immagino che lo spirito evangelico di questo Giubileo si fondi su questo". 

 
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