Facebook e la rivoluzione normativa: stop a bullismo, violenza e immagini di nudo

17 marzo 2015, Giuseppe Tetto
Facebook e la rivoluzione normativa: stop a bullismo, violenza e immagini di nudo
Violenza, bullismo e pornografia. Sono questi i punti della rivoluzione normativa con cui Facebook ha deciso di dettare nuove linee guida su cosa e come si può pubblicare sulla sua bacheca.

Se fino ad oggi le regole per gestire questi temi calidi sono state vacue e poco efficaci, adesso il wonderboy Mark Zuckerberg ha deciso di dire basta, fornendo maggiori dettagli su ciò che è e non è permesso, condividere all’interno del social network. 

"Questi standard sono progettati per creare un ambiente in cui le persone si sentono motivate e possono trattare gli altri con empatia e rispetto", Monika Bickert, capo di Facebook per la gestione della politica globale, e Chris Sonderby, vice consigliere generale di Facebook, hanno scritto nel post sul blog.

Una decisione quella di Facebook che arriva in un periodo particolarmente complicato per la rete che oggi deve fare i conti con diverse tensioni geopolitiche: dalla propaganda dei fondamentalisti islamici dell’Isis alle restrizioni di molti paesi con una loro visione dei diritti dei cittadini. Senza poi contare quei problemi che nascono nella distinzione dei limiti tra moderazione e censura a proposito dei contenuti personali degli utenti, sempre molto sensibili a seconda del fronte in cui sono: genitori di vittime di bullismo, autori di post e immagini dai contenuti discutibili su versanti opposti e in mezzo l’azienda e il suo dovere di dare risposte coerenti.

Sono quattro le sezioni aggiornate:

- Contribuire a mantenere la sicurezza
- Incoraggiare il comportamento rispettoso
- Mantenere il proprio account e le informazioni personali sicure
- Proteggere la proprietà intellettuale

Ma vediamo nel dettaglio cosa cambia. 

Per quanto riguarda la questione “Terrorismo” zero tolleranza anche per i simpatizzanti. Anche sul cosiddetto hate speech, contenuti che fomentino odio verso qualcuno sulla base dell’appartenenza razziale, di genere, religiosa ecc, la piattaforma prende una posizione più netta. Ma si riserva la capacità di valutare l’intenzione di chi utilizza quel linguaggio. “A volte le persone condividono espressioni di odio altrui per far accrescere la consapevolezza o educare altri”, spiegano le linee guida. In tal caso Facebook lo ritiene un uso accettabile, in quanto “educativo”, ma deve essere chiara la finalità. Via libera anche alla satira legata a questi temi, anche se, pare di capire, la piattaforma terrà comunque sotto osservazione chi la pubblica.

Le immagini di nudo sono spesso state un motivo di discussione su Facebook. Per il social network è evidente che non può mantenersi una norma rigida – che ha finito in passato per censurare opere d’arte e immagini naturali – ma al contempo vanno tenuti d’occhio i contenuti erotici espliciti per due ragioni: molte piattaforme hanno fatto una brutta fine a causa del proliferare di questi contenuti, e bisogna evitare il revenge-porn, la pratica di pubblicare senza consenso foto intime di ex-partner con lo scopo di umiliarli. 

Facebook ha anche detto che potrebbe gestire i contenuti in base alle aree geografiche per rispettare le leggi dei paesi specifici, anche se il contenuto non viola gli standard di Facebook. Citando l'esempio di blasfemia, Facebook ha detto che "se un paese chiede di rimuovere contenuti, perché questi sono illegali in quel paese, noi non necessariamente eliminiamo gli stessi contenuti da Facebook del tutto, ma possiamo limitarne l'accesso nel paese in cui è illegale."

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