Lupi, Mineo (Pd): “Deve dimettersi. Renzi faccia votare il ddl-Grasso con Sel e M5S contro Ncd"

17 marzo 2015, Lucia Bigozzi
Lupi, Mineo (Pd): “Deve dimettersi. Renzi faccia votare il ddl-Grasso con Sel e M5S contro Ncd'
“Lupi deve dimettersi, anche se non indagato”. “Renzi che usa maggioranze variabili ora faccia votare il ddl anti-corruzione con Sel e M5S contro Ncd”. Due richieste nette che Corradino Mineo, senatore e battagliero esponente della minoranza dem, scandisce nell’intervista a Intelligonews alla luce dell’ennesima inchiesta giudiziaria e in vista del dibattito parlamentare sul disegno di legge Grasso. 

Renzi ha detto: “Un problema c’è”. Le chiedo: secondo lei come si affronta? Per non girarci troppo intorno: il ministro Lupi è a rischio?

«Tanto per non girarci troppo intorno, secondo me Lupi si dovrebbe dimettere. E non per le cose per le quali non è indagato o i presunti regali al figlio, ma per due ragioni fondamentali».

Quali?

«Primo: ha difeso in Parlamento una struttura diretta da un pensionato della Pubblica Amministrazione molto chiacchierato - ricordo che Di Pietro non lo volle con sé al ministero - e criticato pubblicamente dall’opposizione. Se quest’uomo viene arrestato, non è sbagliato che anche il ministro faccia un passo indietro. C’è di più e arrivo al secondo aspetto: dalle intercettazioni emerge che Lupi avrebbe ventilato una crisi di governo se quella struttura, oggi al centro di un’indagine giudiziaria così grave, non fosse stata mantenuta. Davanti a questi due atti, l’opportunità e la prevenzione che la politica deve essere capace di fare, impongono le dimissioni del ministro. Di tutto il resto, francamente non me ne frega niente. Faccio un esempio…».

Prego.

«Se io da direttore di RaiNews24 avessi fatto spendere due milioni di euro e questi soldi fossero finiti ad alcuni intrallazzoni, anche se non avessi preso un euro o altre utilità, io dovrei dimettermi da direttore».

Lupi ha già chiarito che non lo farà.

«Lupi può dire quello che vuole, ma non è così che si fa di fronte al fenomeno della corruzione. Ripeto: se come direttore di RaiNews24 avessi fatto spendere qualche milione che fosse finito a una struttura di favori e tangenti, anche se non avessi preso una cartolina omaggio, avrei dovuto dimettermi».

Ma la gente comune rimane sconcertata dal ripetersi di fenomeni di corruzione: dall’Expo, al Mose passando per Mafia Capitale fino alle ultime inchieste. Come e cosa risponde la politica di fronte a tutto questo?

«La correggo: non è la gente di strada a rendersene conto perché è assolutamente evidente a chi vuole vedere che dall’inizio della crisi, per effetto della crisi che ha ridotto le risorse e la spesa pubblica e per effetto anche di leggi ipocrite che hanno riempito di regola e regolamenti ogni atto senza affrontare il vero problema che è la corruzione, siamo arrivato al punto che la corruzione oggi è diventata il modus operandi dentro la Pubblica amministrazione, sia per i grandi lavori che per i lavori a livello regionale. Non è che gli italiani se lo immaginano; ormai è un dato. Non c’è scienziato sociale che non riconosca che la corruzione è una vera e propria emergenza. Negli ultimi sette anni c’è stata una precipitazione, per via della crisi e per via di regole assurde che certamente non favoriscono l’imprenditore onesto. Faccio un altro esempio: le aste al ribasso sono una manna per le mafie. Se io sono un mafioso e so chi è il mio interlocutore nella Pubblica amministrazione, posso benissimo andare al massimo ribasso fino a prezzi impossibili, rovinando ogni concorrenza, tanto più che poi so che il prezzo verrà rivalutato e che ne avrò la garanzia dall’interlocutore che sta dall’altra parte»

In Parlamento è la settimana del ddl anti-corruzione…

«Insciallah…».

In che senso?

«Sono stato lesto a firmare per primo il ddl Grasso, il primo giorno della legislatura; poi è rimasto lì per due anni…»

Perché?

«Primo perché nonostante il presidente Mattarella lo abbia chiesto espressamente e solennemente nel discorso di insediamento davanti al Parlamento, la corruzione non è stato il tema al centro dei governi Letta, prima e Renzi poi. In secondo luogo perché le leggi che rendono non perseguibili fino in fondo i corrotti risalgono ai tempi del governo Berlusconi e gli stessi autori erano nel governo con Letta e sono in parte nel governo attuale. Siccome il premier Renzi ha il coraggio di comportarsi in modo innovativo, cioè avere più maggioranze quando gli conviene politicamente, allora io dico: votiamo il ddl Grasso, nel caso anche con Sel e M5S contro il parere di Ncd. Ricordo che è stata votata la legge elettorale contro una parte del Pd e con Fi, potrà pur far votare il ddl anti-corruzione con Sel e M5S contro Ncd perché le maggioranze varie, devono servire solo per intimidire una parte del Pd e non a liberarsi dell’ostracismo di un partito minore che sta al governo?».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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