Putin si fa beffa dell'Europa e degli Usa partendo da Cipro...

17 marzo 2015, Luca Lippi
 L'Ue dichiara "guerra" alla Russia. E’ in sintesi quanto estratto dalla seduta del Parlamento europeo del 12 marzo. La domanda spontanea sarebbe “contro chi”? 

La seconda obiezione sarebbe che “l’Europa ripudia la guerra”. 

Andiamo con ordine e cerchiamo di individuare l’eventuale “nemico”.

Scandagliando bene il mappamondo l’unico, eventuale “nemico” dell’Europa potrebbe essere la Russia; tuttavia considerando che un eventuale conflitto contro Putin, coinvolgerebbe inevitabilmente anche gli USA, a rimanere schiacciata e polverizzata sarebbe proprio l’Europa che forse sarebbe meglio concentrasse i suoi sforzi attraverso le sue più nobili diplomazie. Probabilmente sarà una minaccia velata a Putin che grazie alla sequela di fiaschi diplomatici Usa a guida Obama, ha aperto la strada alla Russia per compiere la più grande campagna di cooperazione della sua storia recente. 

 “Grazie” alle sanzioni comminate alla Russia da Obama e i suoi alleati europei, si è perso il conto degli accordi di cooperazione sottoscritti da Putin (Cina, India, Argentina, Egitto, Iran, Brasile, Nicaragua, Venezuela, Ecuador…), in buona sostanza invece che isolare la Russia sono state spalancate le porte a Mosca per collezionare il più numeroso nucleo di Paesi amici che la stessa Russia possa ricordare, e tutto questo solo negli ultimi tre mesi! La beffa per gli USA, oltretutto, si consolida con la ribellione nello stesso continente americano dei Paesi che si stringono a protezione del governo di Caracas contro incontrovertibili prove di tentativo destabilizzante da parte di Washington per rovesciare Nicolas Maduro.

L’ultima stretta di mano di Putin è stata quella con Nikos Anastasiadis. Putin promette a Cipro di risolvere il problema della crisi del debito, assicura al governo cipriota un credito di 2500 milioni di euro interessandosi personalmente di ristrutturare il prestito con condizioni di favore. Per ringraziare, Anastasiadis ha promesso l’apertura dei porti ciprioti alle navi russe consentendo l’utilizzazione delle infrastrutture dell’isola senza alcun limite. 

Ovviamente nella stretta di mano non manca la promessa di Putin di sviluppare rapporti commerciali, certo che riuscirà a superare il blocco alle esportazioni di prodotti agricoli verso il mercato russo che procurano danni maggiori a chi le ha esortate più che a chi le dovrebbe subire. 

E’ certamente quest’ultimo atto che deve aver procurato “costernazione” a Bruxelles, o forse “paura” a Washington che ha chiesto a Bruxelles di costernarsi! 

  Putin, che non è proprio uno sprovveduto, ha risposto al Parlamento Europeo riunitosi giovedì con qualche settimana di anticipo; sono dello Zar le dichiarazioni rilasciate il 26 febbraio. “… i Paesi europei rivedano la loro politica sulla base dei propri interessi nazionali e non di quelli imposti dall’esterno”. E’ sorprendente come una dichiarazione di tre settimane prima si “incolli perfettamente” sopra una riunione tenutasi tre settimane dopo!
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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