Lupi, Bianconi: "Certo a Renzi l'inchiesta non dispiace... Alzerà sicuramente il prezzo"

17 marzo 2015, Adriano Scianca

Lupi, Bianconi: 'Certo a Renzi l'inchiesta non dispiace... Alzerà sicuramente il prezzo'
Renzi non pilota i pm, ma certo l'inchiesta sulle grandi opere non gli dispiace, ora con Ncd alzerà il prezzo”. Parola di Maurizio Bianconi, deputato di Forza Italia, che a IntelligoNews dice: “Dimissioni? È una cosa che riguarda Lupi. Lo sa lui come campa”.



Bianconi, cosa pensa dell'inchiesta sulle grandi opere? 


«Non sono mai favorevole a trarre conclusioni politiche da inchieste giudiziarie. È una questione di principio. Del resto vale sempre il solito discorso: abbiamo sentito solo l'accusa, per giunta in versione giornalistica».


Lupi si deve dimettere per lei? 


«Lo sa lui se deve dimettersi. Lui sa come campa. È una questione etica sua. Se capisce che questa questione è incompatibile col suo ruolo di ministro si dimetterà, se pensa di essere vittima di una persecuzione giudiziaria no. Certo, se viene spinto a dimettersi e poi è innocente è una bel problema...». 


Qualcuno ha visto dietro questa inchiesta la “manina” di Renzi... 


«Che la cosa non gli faccia dispiacere è ovvio. Ma che ci sia la sua manina non lo credo. Sono congetture che portano a un deterioramento dei rapporti politici. Francamente che il presidente del Consiglio manovri così i pm non mi pare plausibile. Vabbé che lui è Batman, però, insomma...».


La cosa avrà comunque dei riflessi sulla maggioranza, secondo lei? 


«Renzi è uno spregiudicato, quindi in seguito a questa cosa alzerà sicuramente il prezzo. Ncd ha tutti ministeri molto importanti, sproporzionati alla forza di questo partito. Non è escluso che Renzi ora tenti di ridurli, o magari di fare pressione per evitare un accordo con Forza Italia». 


In ogni caso la politica dovrà pur reagire a quest'ennesimo scandalo, non crede? 



«Molti chiamano in causa la nuova legge sulla corruzione. Ma le leggi ci sono, è che non li prendono, i corrotti. Del resto non è l'entità ma la certezza della pena che scoraggia i corrotti. Se uno sa che c'è una possibilità su cento di essere beccato rischia, anche se la pena è alta». 


Come se ne esce allora? 


«La democrazia porta in sé i germi della corruzione, fin dai tempi di Pericle. E con un popolo che non brilla per senso civico come il nostro le cose si complicano. Per me serve una rieducazione. Forse dovremo aspettare una generazione o due...». 

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