Figlio in provetta con l’ex. Marito chiede maxi-risarcimento

17 marzo 2015, intelligo
Figlio in provetta con l’ex. Marito chiede maxi-risarcimento
La notizia sembra quasi la trama di un intrigo sessual-familiare. Il marito scopre il rebus nove anni dopo e porta la ex moglie in Tribunale. 

Secondo quanto riportato dalle agenzie, la storia è questa: in Gran Bretagna un uomo ha citato in giudizio la ex moglie chiedendo un risarcimento pari a 100.000 sterline per essere stato indotto a pensare di essere il padre di un bambino nato dopo un trattamento per l'infertilità. Sembra, invece, che la donna abbia utilizzato per la fecondazione in vitro, il seme di un suo ex fidanzato. Il marito afferma di non aver mai avuto sospetti e che la consorte l’avrebbe informato solo quando il bambino aveva cinque anni. La storia tra i due è finita con un divorzio. 

I due si erano sposati nel 2002, e due anni più tardi si erano recati in una clinica di Barcellona per un ciclo di procreazione medicalmente assistita, dove l'uomo ha donato il suo campione di sperma. Pochi mesi dopo la donna sarebbe tornata alla clinica con un ex fidanzato, che ha donato il seme, utilizzato poi, a quanto pare, per fecondare i suoi ovuli. Alla Central London County Court si sono susseguiti i racconti, spesso un po' discordanti, dei due ex coniugi. 

Da un lato, la donna ha detto di aver pensato che l’ex marito sapesse di non essere “necessariamente” il padre del bambino; dall’altro l’avvocato dell’ex marito sostiene che il suo assistito non ne sapeva nulla, aggiungendo di essersi sempre preso cura del bambino quando la moglie lavorava pagando oltre ottantamila sterline per crescerlo. La storia ha un altro step: nel 2011 durante una disputa tra i coniugi per l’affidamento del piccolo, la donna avrebbe rivelato al marito che non era il padre biologico, poi confermato dal test del dna. Ora l’ex marito chiede i danni per “disagio e umiliazione”.

Nel 2011 è sorta una disputa sull'affidamento e la madre, descritta come "una donna in carriera indipendente", ha confessato all'ex marito che non era il "padre biologico", cosa che è stata confermata da un test del Dna. Ora l'uomo chiede i danni per “disagio e umiliazione”. 

L’ultima parola spetterà ai giudici della Corte inglese.

LuBi

autore / intelligo
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