Lupi, Formigoni: “Renzi, e i quattro sottosegretari indagati del Pd? Ncd l'elemento più scomodo"

17 marzo 2015, Lucia Bigozzi
Lupi, Formigoni: “Renzi, e i quattro sottosegretari indagati del Pd? Ncd l'elemento più scomodo'
“Non vedo il motivo per le dimissioni di Lupi: il ministro non è indagato. Ci sono, invece, quattro sottosegretari del Pd indagati e nessuno, compreso il premier ha mai detto nulla”. “Una congiura contro di noi? Ncd è elemento scomodo per tutti, a sinistra e a destra, ma Renzi è saggio e avveduto e non scivolerà su questa buccia di banana”. Passaggi eloquenti dell’analisi sulla vicenda Lupi che Roberto Formigoni, senatore di Ncd argomenta nella conversazione con Intelligonews. Messaggi in “codice” politico, urbi et orbi…

Buona parte delle opposizioni dicono: o Lupi di dimette da solo o Renzi lo “dimetta”. Lei cosa risponde?

« Francamente, alla luce di quanto emerso finora non ne vedo il motivo. Lupi non è indagato; ricordo inoltre che l’indagine è a tutela dell’indagato ma qui la magistratura ha considerato irrilevante ciò che ha verificato sul conto di Lupi. Le aggiungo che anche se il ministro fosse indagato ci sarebbe da riflettere: non dimentichiamo infatti i quattro sottosegretari del Pd che hanno non solo indagini in corso ma un paio hanno il rinvio a giudizio. Questo governo deve decidere se essere garantista o giustizialista a giorni alterni e ciò vale anche per la stampa o i circoli di opinione. Alla luce di quanto emerso non vedo le ragioni delle dimissioni di Lupi, non c’è un’indagine su di lui».

Nemmeno per ragioni di opportunità politica?

«Se ci fosse un’indagine in corso sul ministro, ma qui non c’è un’indagine su di lui ma su alcuni uomini del ministero delle Infrastrutture che hanno le loro responsabilità e risponderanno personalmente delle loro responsabilità. Alla luce di quanto emerso finora, lo ripeto, non ne vedo le ragioni. E lo direi per qualunque ministro o sottosegretario, come del resto ho sempre fatto».
 
Il ministro Poletti ha dichiarato a proposito delle dimissioni di Lupi: “E’ una valutazione personale”. Freddino non trova? Renzi sulla vicenda ha detto che esiste un problema. C’è una certa insofferenza nei confronti di Ncd?

«Non conosco i rapporti personali tra i ministri ma so bene che quando si siedono attorno allo stesso tavolo può succedere di tutto: dal lancio delle palline di carta ad altro. Ma anche in questo caso collocherei la dichiarazione di Poletti nella sfera dei rapporti tra ministri e dei rapporti personali. Per quanto riguarda quella che lei definisce una certa insofferenza di Renzi, ad ora non sono in grado di dare una risposta precisa, ma anche qui distinguiamo: un conto sono le eventuali responsabilità personali del ministro Lupi, un conto sono le responsabilità del partito»

Ma lei ha la percezione di questa insofferenza da parte del premier e del Pd? Insomma: teme che vi sia un disegno per cacciarvi dal governo?

«Pd e Ncd sono due alleati di governo e il governo si regge su queste due gambe. Per carità, una è più possente e l’altra minuscola, ma senza la gamba minuscola il governo non starebbe in piedi. Tra la sinistra che Renzi sta cercando di cambiare senza peraltro ancora esserci riuscito e il centrodestra ci sono motivi di attrito molto netti: è chiaro che su certi temi il dibattito tra Renzi e Ncd è forte ma non mi stupisce. Noi difendiamo ciò in cui crediamo che è poi ciò che sta alla base del programma di governo. Se qualcuno del Pd pensa di cambiare l’agenda di governo, noi ci irrigidiamo. Renzi mi sembra troppo intelligente per confondere i due piani. Non ho la minima sensazione di alcuna animosità di Renzi nei confronti di Ncd. Il dibattito con Renzi è forte specie su certe questioni ma sempre nel rispetto dei ruoli: Renzi sa chi siamo noi e noi sappiamo come è il Pd e nel confronto alla fine troviamo un punto di caduta, come nel caso del Jobs Act»

A Intelligonews, il senatore Mineo ha dichiarato che Renzi deve far votare il ddl-Grasso “con il sostegno di Sel e M5S contro Ncd”. Di fronte a un’eventuale mozione di sfiducia ci potrebbe essere in parlamento una convergenza sulla sfiducia a Lupi?

«A Mineo consegnerò una boccetta di ‘Valium’ perché oggi mi sembra necessitante di un tranquillante. Parla di corruzione: ma Lupi non è indagato, di cosa stiamo parlando? Mineo sta facendo una battaglia politica: è il principale nemico del governo e si inventa spunti per attaccarlo, ma non rappresenta minimamente il Pd, è una voce ultra-minoritaria dentro quel partito. Per quanto riguarda le convergenze in Parlamento con Sel o M5S su questo o altri temi è semplicissimo: in quel caso salterebbe il governo, perché i provvedimenti si discutono dentro la maggioranza; se poi ci sono voti aggiuntivi ben venga. Sulle riforme alla fine è passato il disegno Ncd-Pd e Fi è stata aggiuntiva. Ma questo è l’abc della politica. Mineo se ne faccia una ragione e con lui quelli di Sel, i grillini e i leghisti»

Insisto: quindi niente complotto contro Ncd? 

«Ncd in questa legislatura è l’elemento più scomodo per tutti. E’ scomodo per quelli di sinistra collocati variamente in Sel piuttosto che nella minoranza dem che pensano che se non ci fosse Ncd farebbero un governo di unità popolare – illusi – e quelli di centrodestra che pensano che se non ci fosse Ncd si andrebbe a elezioni e vincerebbe trionfalmente il centrodestra: illusi entrambi. Ncd è l’elemento decisivo del sistema; è chiaro che gli uni e gli altri tentano disperatamente di minare Ncd. Noi non ci sentiamo dentro una congiura e siamo consapevoli che il nostro ruolo e scomodo ma siamo al governo con la parte riformista del Pd per fare le riforme. Quindi, capiamo che Salvini si inc… e che Mineo si inc…, daremo loro una boccetta di ‘Valium’»

Se Lupi si dimettesse o fosse messo nelle condizioni di farlo, cambierebbero gli equilibri di maggioranza tra voi e il Pd? 

«Anzitutto stiamo ragionando su un’ipotesi. Piano A: se fosse una decisione personale di Lupi è un conto. Scenario B: se fossero dimissioni costrette sulla base di quanto emero finora, noi diremmo subito al premier: caro Renzi, e i tuoi quattro sottosegretari Pd indagati? Per Renzi sarebbe una scivolata di stile senza pari»

E in quel caso il governo cadrebbe?

«Non le lascio fare il titolo su questo (sorride, ndr) … si tratta di valutare come, perché e quando. Scenario B: se fosse una sollecitazione del premier alla luce di quanto emerso fino ad oggi, certamente ci sarebbe un confronto molto duro e molto pubblico con Renzi e il primo argomento sarebbero i suoi 4 sottosegretari indagati che sono lì da un anno e mezzo e lui non ha detto né ‘a’, né ‘ma’; come non ha ancora mai detto nulla sul candidato del Pd a governatore della Campania, De Luca già condannato in primo grado. Oltre a questo gli faremmo presente la vicenda di Papà Renzi che mi pare più grande di quella del figlio di Lupi al quale è stato regalato un orologio per la laurea da un amico di famiglia. E ripeto: non sono indagati né il ministro né suo figlio. Ecco perchè Renzi che conosco come ragazzo saggio e avveduto non sarà animato da questi sentimenti e non scivolerà su questa buccia di banana, anche perché ne uscirebbe con le ossa rotte anzitutto lui». 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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