Corruzione, Puppato (Pd): "Non c'è pregiudizio verso Ncd, ma Lupi deve dimettersi"

17 marzo 2015, Andrea De Angelis
L'arresto di Incalza ha creato una bufera al Ministero delle Infrastrutture, con Maurizio Lupi finito nel mirino anche di chi, come Laura Puppato, fa parte della maggioranza che da due anni guida il Paese. 
Nell'intervista a IntelligoNews la senatrice ha spiegato perché Lupi dovrebbe fare un passo indietro e ha risposto a chi, come Formigoni, aveva attaccato il Partito Democratico...

Corruzione, Puppato (Pd): 'Non c'è pregiudizio verso Ncd, ma Lupi deve dimettersi'
Dal Mose all'Expo, da Mafia Capitale al caso Incalza sembra proprio che la corruzione continui a recitare un ruolo da assoluta protagonista in Italia. Secondo lei il ministro Lupi dovrebbe fare un passo indietro?

«Critico molto, e non da oggi, il fatto che si sia proseguito con un metodo nella scelta, in particolare delle costruzioni infrastrutturali, assai simile a quello che ha originato così gravi problemi di corruzione in Italia. Il giudizio dell'attività svolta non è particolarmente positivo e per questo fatto ritengo che il ministro Lupi debba dimettersi». 

Se guardiamo indietro vediamo le dimissioni della De Girolamo, le mozioni di sfiducia nei confronti di Alfano e adesso il caso Lupi. Il fatto che questi ministri siano tutti del Nuovo Centrodestra è un mero caso o c'è, diciamo così, una particolare attenzione nei loro confronti?

«Non credo di poter mettere in campo l'assioma per cui Ncd è uguale a un deficit di qualche natura amministrativa o politica. Sarebbe un automatismo che non mi trova per nulla concorde perché non possiamo ascrivere ad un gruppo politico responsabilità che sono e restano individuali».

Oggi Formigoni in una nostra intervista ha detto che se deve dimettersi Lupi, anche quattro sottosegretari indagati del Pd dovrebbero fare un passo indietro. Come risponde?

«Innanzitutto chi sono questi quattro sottosegretari? Mi sembra ci sia il caso Barracciu in Sardegna e non so se è stato chiuso, peraltro per questioni che niente hanno a che vedere con un reato grave come la corruzione, bensì per un'ipotesi tutta da dimostrare di spese non motivate sufficientemente. 
Vorrei che prima di gettare fango si distinguesse perché qui siamo dinanzi ad atti molto gravi, seppur presunti perché non possiamo certo permetterci di condannare nessuno visto che il nostro sistema si fonda sulla presunzione di non colpevolezza». 

Il fatto che tutto ciò accada a pochi giorni dall'inizio dell'Expo alimenta la necessità di una scelta politica in tempi brevi?

«Ripeto, mi accontento di ciò che esiste e non andrei a fare ipotesi presuntive, non ho elementi per farlo. Ripeto però come faccio da undici, dodici anni che il tema è l'opacità, l'assoluta mancanza di trasparenza degli appalti pubblici». 

Si spieghi meglio. 

«Non posso vedere un sistema come ad esempio quello delle Leggi Obiettivo che ha reso possibile il sistema criminale della corruzione e della concussione continua tra pubblica amministrazione, dirigenti, politici ed imprenditori che hanno lavorato per troppo tempo in stanze buie, chiuse, impermeabili agli occhi di chi ha il diritto e il dovere di controllare. Non sto parlando della Magistratura, ma del corpo politico sano che per fortuna è la maggior parte, così come dei cittadini coalizzati in associazioni».

Cosa fare adesso?
 
«Dobbiamo cancellare queste norme che hanno permesso di lavorare nell'assoluta indisponibilità di dati e informazioni. Quello che è accaduto, non lo dico da oggi, è gravissimo perché incrementa la corruzione in un Paese come il nostro che è già ai primi posti nella nera classifica della corruzione che divora i patrimoni pubblici, ovvero i denari dei cittadini e delle imprese oneste.  
Troppo spesso si è operato in fretta in nome dell'urgenza senza sottoporsi al vaglio economico o ambientale, come si sarebbe invece dovuto fare. Si è agito in fretta con la giustificazione di dovere fare presto, ma poi se andiamo a verificare ci accorgeremo che è avvenuto l'esatto contrario: si sono allungati i tempi, ci sono stati ricorsi infiniti, si è opacizzato il tutto senza realizzare le opere prioritarie, ammesso e non concesso che fossero davvero tali...». 


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