Frankenstein torna al cinema in versione moderna: ma quanti "mostri" sono reali?

17 marzo 2016 ore 7:11, Andrea Barcariol
Esce domani, 17 marzo al cinema il film "Frankenstein", per la regia di Bernard Rose che in pratica riporta sul grande schermo il mostro più famoso di sempre proiettandolo nella Los Angeles moderna
Si tratta del primo film della saga dell’horror visto che ne è previsto un altro in uscita dal 7 aprile che si intitola "Victor. La storia segreta del dott. Frankenstein" diretta dallo scozzese Paul McGuigan. 
Il film in uscita domani vede  Frankenstein interpretato da Xavier Samuel reso mostruoso con delle stampanti 3D. 
La storia racconta di Adam che, dopo essere stato creato artificialmente e essere stato abbandonato al suo destino da una coppia di eccentrici coniugi scienziati, viene aggredito e diventa oggetto di violenza da parte del mondo che lo circonda. Questa creatura inizialmente perfetta, diventata in poco tempo mostro sfigurato, si trova presto a dover fare i conti con il lato più brutto dell'essere umano. 
Un film in pratica impostato sulla soggettività del protagonista che racconterà se stesso e non sarà raccontato dagli altri come avvenuto in precedenza. 
Frankenstein torna al cinema in versione moderna: ma quanti 'mostri' sono reali?
Un progetto dunque antico ma nuovo al tempo stesso, capace di coniugare tradizione e innovazione. Il personaggio che ripropone il repertorio classico ma attraverso l’apporto della tecnologia più avanzata rappresentata appunto dal 3D. 
Oltre a  Xavier Samuel il cast annovera Carrie-Anne Moss, Danny Huston e Tony Todd. Ad occuparsi degli effetti speciali con il make-up troviamo RandyWestgate (X-Men: le origini - Wolverine), sei volte candidato ad un Emmy.
   
''Frankenstein - dichiara il regista Bernard Rose come riportato dall'Ansa  - rimane attuale oggi così come lo era duecento anni fa. La sua premessa centrale – il fatto che lo scopo finale della scienza sia creare la vita – fa presa su di noi perché si tratta della verità e perché solo nella nostra epoca questa possibilità si sta facendo decisamente concreta. Il libro di Mary Shelley è uno dei romanzi più influenti del genere horror, fantascientifico e gotico, e, per questo motivo, è stato adattato ed interpretato diverse volte. La più memorabile è il classico del cinema di James Whale, che vedeva protagonista Boris Karloff. Il mostro di quella pellicola entrò nella memoria collettiva come l’immagine della creatura di Frankestein, ma il film contiene anche un cambiamento significativo rispetto al testo di Mary Shelley". 
"Ai giorni nostri - aggiunge Rose -  l’idea di plasmare la carne servendosi di una stampante 3D è realtà, e il concetto della creazione di una nuova vita acquisisce maggiore credibilità. Il mostro ha una vita interiore, è un essere vivente dotato di emozioni complesse; sogna, ama, odia: è essenzialmente l’uomo Romantico, e queste sue facoltà ci convincono che è vivo. 
Proviamo empatia nei suoi confronti, per via della sua ingiusta nascita, per il comportamento violento che gli viene insegnato e che mette in pratica all'ennesima potenza, e per la sua sofferenza nell'essere rifiutato dai suoi simili.  Questo è ciò che mi ha attratto di questa vecchia storia – conclude il regista - il fatto che si potesse entrare nella sua testa, sentendo la sua confusione ed il suo dolore; percepire la sua crescente curiosità mentre scopre la vera natura delle sue origini e vorrebbe avere le risposte alle domande che prima o poi tutti si pongono: chi sono? Da dove vengo? Qual è il mio destino?''.
 Insomma un Frankenstein umano ma non certo meno orribile dell’originale. 
Non solo, anche quando il mostro mette in evidenza il peggio di se stesso appare quasi una "vittima" di tutte quelle situazioni che lo hanno portato suo malgrado a diventare ciò che è, il mostro per l'appunto. In fondo la cattiveria altro non è che il prodotto dello stato d'abbandono in cui è stato costretto e delle violenze subite dal mondo. Una reazione che per certi versi rischia di apparire addirittura legittima e giustificata.
Resta soltanto da capire se in un momento come questo in cui di mostri reali è pieno il mondo pronti a trasformarsi in moderni Frankenstein capaci di tutto e di più, oltre ogni regola e confine etico, sia opportuno continuare ad esaltare e ad affascinare il pubblico con la storia di mostri finti ma pronti ad incontrare tanti, troppi emuli, nella vita reale. 


caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]