Il Premio Sapio per la ricerca si tinge di rosa: il 45% di candidature femminili

17 marzo 2016 ore 8:35, Andrea Barcariol
Dalla ricerca sui cristalli curvi performanti alle tecniche di gestione dei campioni biologici in campo oncologico. Sono queste alcune delle ricerche premiate nell'ambito del "Premio Sapio", un’iniziativa scientifica promossa dal Gruppo Sapio, in collaborazione con università, centri di ricerca, istituzioni, per incentivare l’innovazione premiando studiosi e ricercatori che costituiscono l'eccellenza dell’Italia. I vincitori della XV edizione hanno ricevuto il riconoscimento nel corso di una cerimonia che si è tenuta nella Sala della Regina, a Palazzo di Montecitorio, e che è stata dedicata in particolare alla ricerca 'in rosa' evidenziando il ruolo e il contributo fondamentale che le donne hanno svolto e possono svolgere per il progresso scientifico. Quattro le categorie formate, per un totale di 141 lavori sottoposti, da 193 ricercatori, al vaglio della giuria dell’Accademia del Premio: nella sezione Innovazione è stato premiato Paolo Cappa, docente all’Università 'La Sapienza' di Roma, che ha realizzato un esoscheletro indossabile per aiutare i bambini con disturbi motori a camminare; nella Ricerca, con uno studio sui cristalli curvi, ha vinto il gruppo composto da Laura Bandiera ed Enrico Bagli, dell’Istituto nazionale di fisica nucleare di Ferrara, e da Andrea Mazzolari, del dipartimento di Fisica e Scienze della terra dell’Università degli studi di Ferrara. Nella categoria Junior invece si è distinto Federico Bella, 29 anni, del Politecnico di Torino, per il suo lavoro sui fotopolimeri a basso impatto per batterie e celle solari; infine, nella Sicurezza ha convinto Giuseppina Bonizzi del dipartimento di Patologia dell’Istituto europeo di oncologia, occupandosi di tecnologie che consentono di gestire in modo sicuro i campioni biologici usati nella ricerca per la cura dei tumori.

Il Premio Sapio per la ricerca si tinge di rosa: il 45% di candidature femminili
Virna Marin, ricercatrice insignita del Premio Sapio sezione Junior nell'edizione 2010/11 per il suo lavoro “Recettori chimerici e cellule CIK come nuovo strumento terapeutico per l'immunoterapia delle leucemie”, ha raccontato la sua storia di studio, ricerca e progresso nell'ambito della medicina e della salute e portato una testimonianza che è rappresentativa non solo dei traguardi raggiunti. "Il Premio rappresenta, per noi di Sapio da sedici anni una passione per la ricerca e la promozione delle innovazioni che il nostro Gruppo ha dalla nascita nel 1922 fino a oggi dopo 93 anni e 3 passaggi generazionali. Questa iniziativa scientifica valorizza il potenziale italiano nelle scienze: ben 86 candidature femminili su 193, cioè il 45%". - ha sottolineato Alberto Dossi, Presidente del Gruppo Sapio. Un settore, quello della ricerca in Italia, che ancora riesce a piazzarsi al settimo posto al mondo per impatto su scala mondiale, sopra a Paesi che hanno investito in proporzione anche più del doppio come Danimarca (3,06%, 14esima) e Svezia (3,30%, 11esima), mentre l'Italia è intorno all'1,3% del Pil, ben al di sotto della media Ue (2%) e degli obiettivi di spesa fissati dall'Europa per il 2020 (3%).
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